Fattori che aiutano a percepire la dolcezza dell’Ibada-1
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L’Imam Zayn al-Abidin (a) nella “conversazione intima degli obbedienti a Dio” (munajat al-muti°i n li’Llah) dice: “Allah conducici con le navi della Tua salvezza, facci godere del piacere di invocarTi, giungere all’abbeveratoio del Tuo amore e gustare la dolcezza del Tuo affetto e della Tua vicinanza”.
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Nov 07, 2019 06:09 Europe/Rome
  • Fattori che aiutano a percepire la dolcezza dell’Ibada-1

L’Imam Zayn al-Abidin (a) nella “conversazione intima degli obbedienti a Dio” (munajat al-muti°i n li’Llah) dice: “Allah conducici con le navi della Tua salvezza, facci godere del piacere di invocarTi, giungere all’abbeveratoio del Tuo amore e gustare la dolcezza del Tuo affetto e della Tua vicinanza”.

Di certo, il culto, l’invocazione, la prossimità divina, contengono un piacere, una dolcezza ed una felicità; e questo è descritto da molte tradizioni oltre ad essere direttamente sperimentato dalle persone.

 

 

Ma molti di noi, nonostante abbiano trascorso tanti anni nel compimento degli atti di adorazione rivolti a Iddio l’Altissimo, non percepiscono ancora questa dolcezza, piacere e felicità.

 

 

Qui noi vogliamo citare quattro importanti fattori per realizzare il godimento e sentire il piacere nel compimento delle ibadat ed invocazioni.

 

 

1)LA MENTE  ED IL CUORE DEVONO ESSERE CONSAPEVOLI DELL’IMPORTANZA DELL’IBADA

 

 

L’uomo è un essere razionale e si rivolge verso qualsiasi cosa in base alla consapevolezza dell’importanza, della gravità e del ruolo che essa ha nel raggiungimento dei suoi obiettivi.

 

 

Più aumenta la sua consapevolezza dell’importanza dell’atto, più aumenta il suo impegno e intensifica l’azione. Ad esempio, chi è consapevole dell’importanza di avere una laurea scientifica  per assicurarsi un futuro, si applica per ottenerla e sacrifica volentieri il suo tempo e sforzi, vegliando la notte, per raggiungere tale obiettivo.

 

 

Anche chi è consapevole dell’importanza di ottenere un buon posto di lavoro, per averlo, si muove in base all’importanza e responsabilità, andando da un posto ad un altro e stando in piedi in lunghe code ad aspettare.

 

 

Anche noi nella nostra vita terrena abbiamo bisogno di percepire il ruolo e l’importanza delle ibadat, dell’invocazione e delle pratiche religiose, per assicurarci la vita eterna.

 

Bisogna notare che la percezione ha due stadi: il primo è la ragione e il secondo è il cuore, ed ogni stadio ha vari livelli. Dobbiamo perciò far giungere quella consapevolezza ed importanza ai livelli più alti di entrambi gli stadi, perché non è sufficiente il credere della mente, se non crede anche il cuore.

 

2) DEDICARE UN TEMPO PER L’IBADA

 

 

Chi legge un’invocazione pensando a quando finirà, non potrà coglierne i significati e sentirne lo spirito. Chi legge il Corano mentre la sua preoccupazione è terminare la Sura, non potrà immergersi nell’atmosfera del Libro di Dio. Chi prega pensando alla fine della sua Salat, non ha capito che per il credente essa costituisce un’ascensione spirituale.

 

 

Dobbiamo quindi dedicare tempo alle ibadat, in modo da concentrare i nostri sforzi mentali e fisici nel compierle.

 

 

In un famoso hadith, il Profeta di Dio (S) dice a Bilal (che aveva l’incarico dell’Adhan, la chiamata alla Preghiera, n.d.t.) “Dacci una pausa, Bilal”. E la pausa da cosa è rappresentata, dal terminare la Preghiera? No, al contrario, è costituita dal compimento stesso della Salat, con cui ci si eleva in un altro mondo, così da costituire un mezzo per la tranquillità del Profeta dell’Islam (S).

 

 

Allora, il riposo del credente non è nel finire l’ibada, ma nel compierla, provando così serenità e gioia nel suo impegno nel ricordo di Allah, cercando di non preoccuparsi di altro, così da non influenzare il suo pensiero e la sua attenzione.

 

Fonte:islamshia.org