Siena, arrestati estremisti di destra: «volevano colpire la moschea»
SIENA — C'era una moschea di Colle Val D'Elsa, in provincia di Siena, nel mirino degli estremisti di destra indagati dalla Dda di Firenze. Da tempo si erano abituati a vivere una doppia vita.
Quella tranquilla di tutti i giorni da impiegati di banca, autisti di autobus pubblici, piccoli imprenditori, negozianti. E quella inquieta ed eversiva nella quale nostalgie fasciste e naziste si mescolavano a piani per attentati alla moschea di Colle Val d’Elsa ad assalti «tirando pistolettate senza problemi perché la destra estrema è una filosofia di via» come si raccontavano fieri nelle adunanze e nei messaggi via Internet. E intanto, con la scusa di essere collezionisti, accumulavano armi di ogni tipo, silenziatori per pistole e persino esplosivi. Che il capo, che amava farsi chiamare «il federale di Siena», Andrea Chesi, 60 anni, impiegato di banca Monte dei Paschi di Siena e il figlio Yuri, 22 anni, lavoro in un autosalone, raccoglievano da anni da residuati bellici. Estraevano chili e chili di tritolo da quelle vecchie bombe della Seconda guerra mondiale, rischiano la loro vita e quella degli altri. Andrea e Yuri Chesi sono stati arrestati il 13 novembre per detenzione illegale di esplosivo e per aver costituito un’associazione di estrema destra a scopo eversivo.
Dieci persone, tra cui altri due impiegati del Monte dei Paschi, sono state indagate. Nelle loro abitazioni, in cantine e capannoni, sono state trovate armi, documenti apologetici, divise delle SS conservate come reliquie e anche strampalati piani per agire,a loro dire, contro «l’invasione islamica e dei negri». Tutti i sospettati per lo più cinquantenni, che si definivano al di là di CasaPound e Forza Nuova, hanno la fedina penale pulita. Una pericolosa associazione della destra eversiva o uno scellerato gruppo di nostalgici di mezza età.
Un gruppo deciso a sparare e a far esplodere bombe ma anche a restare occultato «in standby sino a quando arriverà il momento di agire». Tutti pronti una volta addestrati a «arma alla mano senza chiamare le forze dell’ordine a fare giustizia sommaria», una sorta di «guardia nazionale repubblicana» addestrata per attaccare moschea di Colle Val d’Elsa.