Afghanistan: sparatoria in una moschea, 8 persone uccise
Otto persone, appartenenti alla stessa famiglia, sono state uccise, in Afghanistan,
dopo che un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco contro di loro, durante la preghiera, in una moschea nella provincia orientale di Nangarhar. La sparatoria è avvenuta nella serata di sabato 17 aprile, nel distretto 9 della città di Jalalabad. Secondo il governatore di Nangarhar, Ziaulhaq Amarkhil, le uccisioni sarebbero collegate ad una disputa su dei possedimenti terreni.
La sparatoria è avvenuta al momento della tarawih, ovvero la preghiera straordinaria serale durante il mese del Ramadan. “Si è trattato di un attacco mirato e le prime informazioni mostrano che la ragione degli omicidi è stata una disputa sulla terra”, ha riferito Amarkhil al quotidiano Al Jazeera. “Secondo i rapporti preliminari, i cinque figli e i tre nipoti di Haji Abdul Wahab sono rimasti uccisi nella sparatoria”, ha specificato il governatore, aggiungendo che la causa principale sarebbe stata “un’inimicizia personale”. Ciononostante, sono in corso indagini per chiarire la dinamica e accertare il movente delle uccisioni. Nessuno è stato finora arrestato, ha chiarito la polizia.
Gli scontri provocati da controversie sui possedimenti terreni sono comuni in tutto l’Afghanistan. Le violenze si trasformano spesso in vendette di sangue che possono durare decenni, tramandandosi di generazione in generazione in un ciclo di omicidi senza fine.(sicurezzainternazionale.luiss.it/)
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