Rispetto reciproco e coesistenza pacifica tra musulmani - 2
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Siamo orgogliosi dell’Islam Sciita come preservato dagli Imam dell’Ahlul Bayt (as), l’Islam dove la giustizia è parte dei fondamenti della nostra fede.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Giu 13, 2022 06:25 Europe/Rome
  • Rispetto reciproco e coesistenza pacifica tra musulmani - 2

Siamo orgogliosi dell’Islam Sciita come preservato dagli Imam dell’Ahlul Bayt (as), l’Islam dove la giustizia è parte dei fondamenti della nostra fede.

 Noi crediamo che il Profeta e gli Imam dell’Ahlul Bayt fossero infallibili (ma‘ṣūm) in tutte le situazioni della loro vita, e non abbiano commesso mai ingiustizia, neanche nei confronti dei loro peggiori nemici.

Siamo orgogliosi del fatto che i nostri contemporanei mujtahidin e nobili maraji’, quali veri servitori dell’Ahlul Bayt (as), abbiano mantenuto questo senso di giustizia e rifiutato di scendere al livello dei takfiri salafiti. Sono rimasti saldi nella loro posizione per una coesistenza pacifica con gli Ahlus Sunnah wal Jama’at (sunniti), e anche con i non-musulmani, sulla base del rispetto reciproco e della giustizia.

La dolorosa situazione del mondo islamico contemporaneo – dal Pakistan all’Afghanistan, dal Bahrain all’Iraq – richiede estrema pazienza e lungimirante comprensione da parte degli Sciiti dell’Ahlul Bayt. Non permettiamo ai salafiti di usare le nostre parole per gettare ulteriore benzina sul fuoco acceso dal loro odio per l’Ahlul Bayt.

Le posizioni dei nostri principali mujtahidin, raccolte in questo saggio, costituiscono per noi delle linee guida per poter seguire l’esempio dell’Ahlul Bayt (as). Nella nostra interazione con gli altri musulmani, la questione non è cosa dire e cosa non dire, ma come dirlo e come non dirlo. “Respingi il male con ciò che è migliore.” (Sacro Corano, 23:96)

(وَ لا تَسُبُّوا الَّذينَ يَدْعُونَ مِنْ دُونِ اللَّهِ    فَيَسُبُّوا اللَّهَ عَدْواً بِغَيْرِ عِلْم   (الأنعام : 108

“Non insultate coloro che essi invocano all’infuori di Allah, ché non insultino Allah per ostilità e ignoranza.” (Sacro Corano, 6:108)

 

La posizione dei Sunniti nel Fiqh sciita

Grande Ayatullah Sayyid ‘Ali Sistani

Domanda:

As-Salāmu ‘alaykum wa raḥmatullāhi wa barakātuh.

Un canale [televisivo] privato ha ripetutamente affermato che Sayyid Sistani (possa Allah proteggerlo) in una fatwa avrebbe dichiarato come kufr (miscredenza) il non credere nell’Imamato [dell’Ahlul Bayt], e tra costoro vi sono i fratelli sunniti. Questo è basato su ciò che è stato riportato dal sito Al-Abḥāthu ’l-‘Aqā’idiyyah che, secondo quanto affermato all’inizio del programma “al-Hiwār aṣ-Sarīḥ” di detto canale, si trova sotto il patrocinio del nobile Sayyid.

Quale è la Sua risposta su queste loro affermazioni, giacché sono state ripetute quasi quotidianamente sin dall’inizio di questo mese di Ramadhan [1431].

Grazie.

Risposta:

Col Nome d’Iddio Clemente e Misericorde

As-Salāmu ‘alaykum wa raḥmatullāhi wa barakātuh.

Il rispettabile Sayyid Sistāni nel manuale delle sue fatwa, Minhāju ’ṣ-Saliḥīn, vol. 1 (prima edizione) p. 138 ha chiaramente affermato che un kāfir (miscredente) è colui che

1. non ha una religione

2. o segue una religione differente dall’Islam  

3. o segue l’Islam ma rifiuta quanto è noto come una parte essenziale della fede islamica (per esempio, quello che è giunto dal Profeta) in modo tale che il suo rifiuto equivalga a smentire il Profeta (S) in quello che egli ha trasmesso da Allah Altissimo.  

Considerando il fatto che la maggior parte dei nostri fratelli dell’Ahlus Sunnat wal Jamā‘at (sunniti) che nega l’Imamato dei dodici Imam (as) crede che l’Imamato non sia parte integrante di quanto trasmesso dal Profeta (S), in base al punto di vista del rispettabile Sayyid ne consegue che il loro rifiuto non danneggia il loro Islam.

Da altre sue fatwa risulta inoltre chiaro che:

1. Il suo decreto sull’obbligo di condurre la Preghiera funebre su un musulmano anche se appartiene a una differente scuola (madhhab). (Minhãju ’ṣ-Ṣãliḥīn, vol. 1, p. 106)

2. Il suo responso sulla validità del matrimonio di una donna sciita con un musulmano appartenente a un’altra madhhab. (Minhãju ’ṣ-Ṣãliḥīn, vol. 3, p. 70)

3. E il suo verdetto che il musulmano può ereditare da un altro musulmano anche se essi differiscono nella loro madhhab, principi e credenze. (Minhãju ’ṣ-Ṣãliḥīn, vol. 3, p. 323)

In breve, chiunque sia consapevole delle fatwa del rispettabile Sayyid sa che egli considera gli Ahlus Sunnah wal Jamā‘at come musulmani le cui vite devono essere protette, le cui proprietà sono sacrosante e tutte le norme specifiche dei musulmani si applicano nei loro confronti…

Possa Allah garantirvi il successo. Was-salaamu ‘alaykum wa raḥmatullãhi wa barakãtuh.

12 del Santo Ramadhan 1431 AH

[Timbro dell’Ufficio di As-Sayyid as-Sistãni, an-Najaf al-Ashraf]

***

Grande Ayatullah Wahid Khurasani

Domanda:

Col Nome dell’Altissimo

Siamo un gruppo che risiede in una zona sunnita, ed essi ci definiscono ‘kãfir’ (miscredenti) e dicono che gli sciiti sono kãfir. In simile situazione possiamo ribattere allo stesso modo e trattarli come kãfir? Chiarisca per favore il nostro dovere religioso di fronte a simili situazioni.

Un gruppo di credenti.

Risposta:

Col Nome di Allah Clemente e Misericorde

Chiunque rende testimonianza dell’unità di Dio Altissimo e della profezia dell’ultimo Profeta (S) è un musulmano. La sua vita, onore e proprietà sono sacrosante quanto la vita, l’onore e la proprietà di un seguace della scuola jafarita (sciita).

Il vostro dovere religioso verso colui che crede nell’unità di Dio e nella profezia del Profeta, anche se egli vi definisce kãfir, è quello di intrattenere con loro una relazione cordiale. E se anche essi avessero nei vostri confronti un comportamento sbagliato, non dovete comunque deviare dal sentiero della verità e della giustizia.

Se qualcuno di loro si ammala andate a visitarlo; se muore partecipate al suo funerale; se ha bisogno di qualcosa aiutatelo. Accettate il comando di Allah: “Non vi spinga all’iniquità l’odio per un certo popolo. Siate equi: l’equità è consona alla devozione. [Sacro Corano, 5:8] e seguite l’ingiunzione dell’Altissimo: “Siate ben certi, prima di dire a chi vi rivolge il saluto: “Tu non sei credente”.” [4:94]

Was-salaam ‘alaykum wa rahmatullãh.

 

Traduzione a cura di Islamshia.org

 

 

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