Italia-Iran, se anche l’architettura di Gio Ponti parla persiano
“Passato, presente e futuro di una relazione culturale”. È questo, in inglese, il titolo di un fascicolo monografico allegato al numero di novembre della rivista di architettura Domus, che esce in circa 50 mila copie in una novantina di Paesi.
La relazione culturale è quella tra Iran e Italia negli ultimi sette decenni, in parte documentati dai dieci episodi della video serie “Domus Eye on Iran”, realizzati dall’Ambasciata d’Italia a Teheran in collaborazione con la storica rivista milanese. La quale in quegli stessi decenni aveva seguito gli scambi tra progettisti iraniani ed italiani, mentre producevano alcuni degli esempi più interessanti dell’architettura contemporanea. Il ciclo si è concluso in questi giorni a Villa Namazee, gioiello architettonico di Gio Ponti, realizzata a Teheran nord tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60. Il capolavoro di Ponti pochi anni fa aveva rischiato la demolizione voluta dalla proprietà di allora per avviare un progetto di sviluppo immobiliare – in linea con quella rapida trasformazione urbanistica che negli ultimi decenni ha cancellato quasi ogni traccia del tessuto abitativo storico di Teheran, spesso di grande pregio, a favore di un gigantismo edilizio dai non sempre eccelsi risultati estetici. Grazie a una mobilitazione senza precedenti della comunità di architetti locale, la villa è stata salvata e oggi continua a ergersi nella suo splendida semplicità, quale modello esemplare di “casa all’italiana“, tra le abitazioni borghesi e i grattacieli di Niavaran. Negli ultimi due anni l’Ambasciata d’Italia a Teheran ha promosso un’attiva sensibilizzazione sul rilievo storico e architettonico dell’edificio di Ponti, con eventi culturali nel sito della stessa villa, “a conferma dell’importanza attribuita dalle istituzioni italiane - si legge in un comunicato dell’ambasciata - a questo capolavoro dell’architettura italiana e alla sua preservazione e valorizzazione”. “Domus Eyes on Iran” ripercorre nei suoi dieci episodi le principali tappe (dagli anni ’50 ai giorni nostri) dell’interesse riservato da Domus a realizzazioni in Iran da parte di architetti e designer italiani e iraniani, sottolineando il ruolo italiano ed iraniano nella storia dell’architettura e del design moderno. Intervenendo nel giardino della villa di fronte a un pubblico di architetti e professionisti del settore, l’ambasciatore Giuseppe Perrone, ha osservato come la creazione di Ponti sia emblematica dello stile italiano e costituisca una testimonianza della collaborazione e dell’amicizia tra Italia e Iran. Nel corso dell’incontro è stato proiettato l’ultimo episodio della video serie, dedicato proprio a Villa Namazee. Unico edificio residenziale realizzato da Ponti in Medio Oriente, la villa - come sottolineato da Salvatore Licitra, nipote dell’architetto milanese scomparso nel 1979 e curatore dell’Archivio Ponti - rappresenta “una delle espressioni più libere e complete del pensiero” dell’architetto milanese. Partendo da un amore indiscusso per il patrimonio artistico italiano, ha rilevato ancora Licitra, Ponti in quegli anni “era l’espressione di un ottimismo occidentale di apertura nei confronti del mondo islamico, per esempio. Nei lavori fatti in Iran e Pakistan c’era l’idea di aprire un dialogo, che per Ponti era l’espressione propria della cultura” e per il quale proprio la rivista Domus poteva fare da palcoscenico. L’evento di villa Namazee non è che l’ultima tappa di un intenso programma di scambi culturali tra Italia e Iran organizzati dall’ambasciata in questi anni di pandemia, e che hanno avuto un altro caposaldo nella video-serie teatrale 8 1/2 Theatre Clips. How Covid-19 Pandemic Has Changed Our Lives, con la compagnia italiana “Instabili Vaganti” e quella iraniana “Don Quixotte”. Nel marzo scorso è stata avviata una nuova video-serie su alcuni dei nomi più rappresentativi dell’arte contemporanea italiana e iraniana e le loro reciproche influenze. Intitolata From Tehran to Rome. A Journey through Art, è composta di sette episodi monografici prodotti dall’Ambasciata in collaborazione con Yasmin Zandieh ed Ehsan Ronagh, e presenta sette artisti moderni e contemporanei la cui formazione è stata influenzata dalle culture di entrambi i Paesi. Fra le ultime iniziative, una celebrazione multimediale in ricordo di Abbas Kiarostami, icona del cinema iraniano che aveva un intenso rapporto con l’Italia, composta da una mostra fotografica, due video-documentari alla ricerca dei luoghi che hanno ispirato il cineasta e da una performance musicale. A Leonardo Sciascia nel centenario della nascita è stata dedicata una lezione aperta dalla Sen. Emma Bonino, Presidente del Comitato Nazionale del Centenario Sciasciano. Con ospiti in presenza e collegamenti on-line dalle università iraniane e dall’Italia, la lezione si e’ centrata sui rapporti tra Sciascia e l’Iran e sull’interesse verso questo autore in terra persiana.
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