Se Mancini lascia tornerebbe in auge la «coppia delle meraviglie»
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Dopo la catastrofica sconfitta di Palermo ci si chiede se il ct degli Azzurri rimarrà al suo posto, e in caso contrario chi lo potrebbe sostituire. La stampa italiana torna sui due nomi già in corsa quattro anni fa.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 25, 2022 13:14 Europe/Rome
  • Se Mancini lascia tornerebbe in auge la «coppia delle meraviglie»

Dopo la catastrofica sconfitta di Palermo ci si chiede se il ct degli Azzurri rimarrà al suo posto, e in caso contrario chi lo potrebbe sostituire. La stampa italiana torna sui due nomi già in corsa quattro anni fa.

Il suo ruolo gli impone di parlare anche quando vorrebbe solamente svanire. Roberto Mancini, ieri sera a Palermo, ha dovuto assistere dalla panchina ad una delle più grandi catastrofi calcistiche che il calcio italico abbia mai vissuto in più di un secolo di storia, lui, che a Londra solo otto mesi prima, aveva portato la stessa Italia a vincere il campionato europeo guadagnandosi i complimenti di tutti. Mancini, che ha tolto il catenaccio dal calcio del Bel Paese instillando vivacità e creatività al gioco - come sapeva fare da giocatore - ora deve riflettere. «La vittoria dell'Europeo è stata strameritata, abbiamo giocato benissimo. Diciamo che la fortuna che ci ha un po' accompagnato all'Europeo si è però trasformata in totale sfortuna nel cammino verso il Mondiale. Questa squadra ha dei buoni giocatori, mi dispiace molto per loro. A livello umano voglio ancora più bene ai miei ragazzi stasera rispetto a luglio, questo è un momento di difficoltà. Ora bisogna far passare un po' di tempo, perché la delusione è grandissima». Queste le poche parole del commissario tecnico della nazionale italiana dopo la debacle di Palermo. «Mi auguro che Mancini continui, ha un impegno su un progetto. Di certo c'è qualcosa da fare per il nostro calcio: c'è il tema dei giovani che non giocano. Servono energie per ripartire e io sono pronto a metterle a disposizione. Non c'è il minimo spiraglio di sfiducia», ha ribadito il presidente della Federcalcio Gravina al termine di quei 95 minuti che hanno declassato gli Azzurri campioni d'Europa.

 

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