Oman: muore Qaboos, il sultano buono
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di Davood Abbasi
(last modified 2024-11-17T06:24:12+00:00 )
Gen 11, 2020 15:20 Europe/Rome
  • Oman: muore Qaboos, il sultano buono

di Davood Abbasi

Oltre che “sultano buono”, Qaboos bin Said va considerato l’architetto dell’Oman moderno.

Nacque a Ṣalāla, nel Dhofar, il 18 novembre 1940. Unico figlio del sultano Saʿīd bin Taymūr, rappresentava l'ottava generazione della dinastia di Āl Bu Saʿīdī. Ricevette l'istruzione primaria e secondaria nella città di Salala e a Pune (India) e, in seguito, in scuole private del Regno Unito a partire dall'età di 16 anni. A 20 anni entrò nella Royal Military Academy Sandhurst e ottenuti i gradi fu impiegato in un reggimento di fanteria britannico, il Cameronians, servendo nel 4º Battaglione in Germania per un anno.

Dopo il servizio militare, Qābūs ritornò a Ṣalāla, dove studiò la religione islamica e la storia della sua nazione.

Nel 1970, prese il posto del padre con un golpe senza spargimento di sangue, inviando il padre in Inghilterra; padre che morì due anni dopo. Da lì iniziò il suo lavoro di costruzione di un Oman moderno e soprattutto neutrale nella turbolenta regione del Medio Oriente.

Nel 1970 l’Oman era una nazione isolata e poco sviluppata, che invece lui guidò verso il progresso utilizzando i proventi della vendita del petrolio e gli incassi del turismo. Case, scuole, porti, ospedali, furono costruiti velocemente e Qaboos divenne uno dei leaders più amati dal suo popolo in tutto il mondo. Qaboos si battè anche per l’eguaglianza dei diritti di uomini e donne, tanto da rendere l’Oman il paese arabo più progressista.

Nell’ambito sociale e politico, egli fu sinonimo di una sorta di stabilità accompagnata da caute riforme, che rese immune il suo paese da rivolte e da fenomeni come la primavera araba. Lui riuscì a realizzare la maggiorparte delle sue promesse per quanto riguarda la creazione di nuovi posti di lavoro, anche se alcune suo riforme economiche nel 2014 non vennero gradite da parte della sua popolazione.

Qaboos verrà ricordato sicuramente per il suo carattere pacifico e per aver trasformato l’Oman nella Svizzera del Medio Oriente, sotto il profilo della neutralità politica e dell’amicizia con tutti.

Dalla sua salita al trono, le sue relazioni con l’Iran furono calorose e prive di tensioni. Nel 1975, quando si ritrovò la ribellione delle forze comuniste a Dhofar, riuscì a sconfiggerle con l’aiuto delle forze armate iraniane.

Nello spazio tra il 1980 ed il 1988, insieme a Siria e Libia, il suo Oman fu tra i pochi a non sostenere l’aggressione di Saddam contro l’Iran e a non ritirare l’ambasciatore dalla capitale iraniana.

Dopo la rivoluzione islamica visitò l’Iran per due volte e per due volte visitò pure gli Stati Uniti. Il suo ruolo fu cruciale per l’avvio dei negoziati tra Iran e Stati Uniti che portarono alla firma degli accordi nucleari del 2015.

Anche nella recente contesa tra l’Arabia Saudita ed il Qatar, lui cercò di rimanere neutrale e di mediare una pace.

Insomma, la politica da lui seguiti nei 50 anni del suo sultanato, è sempre stata all’insegna della saggezza e della pace.

Heitham bin Taregh, il nuovo sultano dell’Oman, nel suo primo discorso ha dichiarato che la sua nazione porterà avanti la politica di pace e di cooperazione internazionale avviata dal sultano Qaboos. Egli ha ribadito che l’Oman eviterà come in passato l’ingerenza negli affari interni degli altri Paesi attenendosi alle politiche di buon vicinato.

Il nuovo sultano 65enne, ha spiegato che concentrerà i suoi sforzi per lo sviluppo ed il progresso economico della nazione.