Covid ed economia territori occupati: nuove proteste contro Netanyahu
- Sfidando lockdown e restrizioni, i manifestanti hanno promosso nuove proteste e invocato le dimissioni del primo ministro Netanyahu.
A Tel Aviv tensioni e scontri con la polizia. Un risentimento accresciuto dal mancato rispetto delle norme da parte di personalità di primo piano, fra cui la moglie del premier.
L’esercito apre al Rambam Hospital di Haifa un reparto per il coronavirus.
Da luglio ogni sabato è caratterizzato da manifestazioni, a dispetto della norma introdotta di recente che vieta alle persone di allontanarsi oltre un km dalla propria abitazione.
Nell’ultima protesta i dimostranti, rispettando le norme sul distanziamento hanno sventolato bandiere e mostrato cartelli con la scritta “Netanyahu vattene!”.
A fine settembre il Parlamento israeliano aveva approvato una legge che mira a soffocare l’ondata di proteste contro il governo e il premier Netanyahu.
L’esecutivo è finito sul banco degli imputati per la gestione della pandemia di Covid - con un’impennata di nuovi casi nell’ultimo periodo che ha portato a un secondo lockdown totale - e la crisi economica.
Il premier viene invece considerato inadeguato al ruolo per le accuse di frode e corruzione delle quali deve rispondere in tribunale.
A differenza delle altre città, a Tel Aviv si sono registrati scontri fra manifestanti e forze di sicurezza.