ONU, ambasciatore palestinese: 'Israele apre la strada all'apartheid'
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- L'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha denunciato alle Nazioni Unite che il regime sionista sta “aprendo la strada all'apartheid” con l'approvazione dei piani per costruire 5.288 nuove unità abitative in Cisgiordania occupata.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Ott 18, 2020 02:32 Europe/Rome
  • ONU, ambasciatore palestinese: 'Israele apre la strada all'apartheid'

- L'Autorità nazionale palestinese (Anp) ha denunciato alle Nazioni Unite che il regime sionista sta “aprendo la strada all'apartheid” con l'approvazione dei piani per costruire 5.288 nuove unità abitative in Cisgiordania occupata.

"Israele persiste con le sue violazioni e indebolisce ulteriormente la soluzione dei due Stati lungo i confini del 1967, aprendo la strada alla realtà di uno Stato dell'apartheid, mentre allo stesso tempo si traveste da partner regionale che crede nell'avanzamento pace e stabilità, cercando di promuovere la sua posizione nella comunità internazionale sulla base di false credenziali ", ha scritto in una lettera indirizzata alle Nazioni Unire l'ambasciatore palestinese al Palazzo di Vetro, Riyad Mansour.

“Questo è il risultato diretto della mancanza di responsabilità per un'occupazione che ha ampliato il proprio controllo territoriale di giorno in giorno negli ultimi 53 anni. Dato il suo completo allontanamento dalla soluzione dei due Stati, non ci si può fidare dell'appello di Israele alla pace", ha detto ancora il diplomatico. 

Mercoledì e giovedì 14 e 15 ottobre il Consiglio superiore di pianificazione per la Giudea e la Samaria ha tenuto la sua prima riunione in otto mesi, approvando i piani per la costruzione di 5.288 nuove case, portando il totale annuale a 9.333. Si tratta della prima approvazione di nuove abitazioni dopo la firma degli accordi per la normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra il regime sionista e gli Emirati avvenuta il 15 settembre scorso, sottolinea il quotidiano israeliano “Arutz Sheva”.

La scelta degli Emirati è stata percepita dalla leadership palestinese come un tradimento alla causa palestinese.

L’ultima approvazione di nuovi insediamenti era avvenuta lo scorso febbraio, perché la riunione prevista a maggio è stata annullata. Lo scorso agosto i leader dei coloni del Consiglio di Yesha hanno accusato il primo ministro, Benjamin Netanyahu, di aver imposto un congelamento “de facto” dei nuovi insediamenti.

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