Il premier sionista proclama vittoria
Il premier sionista Netanyahu proclama una «vittoria enorme», eppure resta il rischio dello stallo politico, del pareggio e della necessità di un’altra elezione.
Il blocco anti-Bibi è guidato da Yair Lapid (C’è un futuro: 17-18) e non può essere definito di centro-sinistra perché per avvicinarsi ai 61 deputati necessari ha bisogno di Gideon Sa’ar (fuoriuscito dal Likud in opposizione a Netanyahu): si fermerebbe a 51 (60-61 contando la Lista comune araba) e avrebbe di nuovo bisogno di Bennett, che dovrebbe accettare (improbabile) di allearsi con i laburisti e Meretz. I due partiti storici della sinistra, a rischio scomparsa, sarebbero riusciti a salvarsi con 6-7 deputati a testa.
il Likud avrebbe raggiunto tra i 30 e i 31 seggi, un anno fa erano 36. Per tentare di formare il governo Netanyahu ha bisogno dei seggi conquistati da Naftali Bennett (tra i 7 e gli 8): il leader di Yamina (A destra) durante la campagna elettorale lo ha definito «un leader fallimentare» ma non ha mai escluso di entrare nella coalizione ed è già stato suo ministro. Il gruppo comprenderebbe anche gli ultraortodossi e politici estremisti con posizioni razziste e omofobe.
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