Turchia: cresce la vendita dei droni armati ai Paesi africani
ANKARA-In vista del terzo Turkey-Africa Partnership Summit, che si terrà a Istanbul il 17-18 dicembre,
il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, da tempo, sta approfondendo i rapporti della sicurezza e della difesa con diversi Paesi africani, soprattutto attraverso la vendita di droni armati. Lo riporta sicurezzainternazionale.
Ankara possiede già una base militare in Somalia, a Mogadiscio, che è la più grande struttura di addestramento militare all’estero, inaugurata nell’ottobre 2017, dove la Turchia addestra i soldati somali e aiuta il Paese del Corno d’Africa a garantire la sua sicurezza e a combattere i gruppi terroristici locali. Il Marocco e la Tunisia, invece, hanno ricevuto la prima consegna di droni da combattimento turchi lo scorso settembre. L’Angola è stata l’ultima a manifestare interesse per i velivoli a pilotaggio remoto durante la prima visita di Erdogan nel Paese dell’Africa meridionale il 18 ottobre.
Ag agosto, la Turchia ha firmato un impegno di cooperazione militare con il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, coinvolto in una guerra con i ribelli del Tigray. Secondo i dati pubblicati dall’Assemblea degli esportatori turchi, le esportazioni turche per la difesa e l’aviazione in Etiopia sono aumentate a 94,6 milioni di dollari tra gennaio e novembre 2021, da circa 235.000 dollari nello stesso periodo dell’anno precedente. Le vendite in Angola, Ciad e Marocco hanno registrato incrementi simili.
Tra il 2015 e il 2019, la Russia era stata l’attore dominante nel mercato delle armi africano, rappresentando il 49% delle importazioni del continente in quei quattro anni, secondo lo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI). Adesso, invece, l’interesse per le armi turche sta raggiungendo il picco.
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