Ehud Barak confessa la sconfitta di Stati Uniti e Israele nell'aggressione all'Iran
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Pars Today - L'ex Primo Ministro del regime sionista, ammettendo che Stati Uniti e Israele sono giunti a un vicolo cieco nella recente aggressione contro l'Iran, ha avvertito che la prosecuzione della guerra potrebbe trascinare Tel Aviv verso una «fase di sconfitta strategica».
(last modified 2026-03-24T13:43:54+00:00 )
Mar 24, 2026 14:35 Europe/Rome
  • Confessione dell'ex Primo Ministro di Israele sulla sconfitta degli Stati Uniti e del regime sionista nell'aggressione all'Iran
    Confessione dell'ex Primo Ministro di Israele sulla sconfitta degli Stati Uniti e del regime sionista nell'aggressione all'Iran

Pars Today - L'ex Primo Ministro del regime sionista, ammettendo che Stati Uniti e Israele sono giunti a un vicolo cieco nella recente aggressione contro l'Iran, ha avvertito che la prosecuzione della guerra potrebbe trascinare Tel Aviv verso una «fase di sconfitta strategica».

L'ex Primo Ministro del regime sionista Ehud Barak, in una controversa intervista all'emittente televisiva israeliana Canale 13, ha attaccato le modalità di esecuzione dell'aggressione americano-israeliana contro l'Iran. Le sue ammissioni hanno avuto vasta risonanza nei media sionisti, scatenando un'ondata di rabbia e critiche a Tel Aviv.

Riferendosi alla situazione sul campo, Barak ha avvertito che Israele è entrato in una fase descritta come un «cambio di rotta», un passaggio che rischia di sfociare in una «sconfitta strategica» per Tel Aviv e Washington.

Definendo «impossibile» l'apertura dello Stretto di Hormuz, ha dichiarato: «Non mentiteci fino a questo punto: non possiamo aprire lo Stretto di Hormuz e non possiamo distruggere il potenziale nucleare e missilistico degli iraniani».

Sottolineando i fallimenti di Stati Uniti e Israele nei conflitti dell'ultimo mezzo secolo, l'esponente sionista ha aggiunto: «Siamo entrati in una fase di transizione e mutamento. Se non sapremo come uscirne, si arriverà a negoziati con condizioni peggiori di prima, o addirittura alla sconfitta».

L'ex Primo Ministro del regime sionista ha inoltre affermato che la strategia offensiva e difensiva dell'Iran è stata sistematicamente ignorata nelle valutazioni israeliane, sottolineando che questa negligenza può avere conseguenze pesanti per Tel Aviv.

L'intervista di Barak a Canale 13 ha generato rapide polemiche nei media israeliani. L'emittente sionista Canale 7 ha scritto che «i sostenitori dell'Iran hanno accolto con favore questa intervista». Diversi analisti israeliani hanno avvertito che le parole di Barak trasmettono al mondo «un messaggio contro la capacità decisionale di Israele».

Il video dell'intervista, tradotto in arabo e inglese, ha registrato un'ampia diffusione sui social network, provocando la rabbia dei sionisti.

Il fronte interno dei territori occupati è quotidianamente teatro di massicce manifestazioni contro Netanyahu, contestato per l'aggressione e il proseguimento della guerra con l'Iran. I manifestanti denunciano il vuoto delle promesse del premier su una «vittoria rapida» e rimarcano che nemmeno i sistemi di difesa aerea sono riusciti a garantire la loro sicurezza.