Ufficiale israeliano: «Sospensione dell'operazione Project Freedom è fallimento strategico»
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Pars Today - Un alto ufficiale militare israeliano ha ammesso che gli Stati Uniti non sono in grado di proteggere le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz.
(last modified 2026-05-07T07:34:44+00:00 )
May 07, 2026 09:33 Europe/Rome
  • Stretto di Hormuz
    Stretto di Hormuz

Pars Today - Un alto ufficiale militare israeliano ha ammesso che gli Stati Uniti non sono in grado di proteggere le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz.

Il Canale 12 della televisione israeliana ha citato un alto ufficiale militare israeliano, che ha ammesso che gli Stati Uniti non sono in grado di proteggere le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz e che la ragione dell'inaspettata decisione di Donald Trump di sospendere l'operazione nota come "Project Freedom" risiede nelle sue gravi conseguenze per la sicurezza. Ha inoltre descritto il risultato di azioni simili al ritiro degli Stati Uniti dalla guerra contro l'Iran come molto grave e pericoloso per Israele.

Secondo l'emittente, la rotta alternativa proposta dagli Stati Uniti lungo la costa dell'Oman è «molto stretta e pericolosa» e non può di fatto sostituire la rotta principale attraverso lo Stretto di Hormuz.

Il Canale 12 ha riferito che oltre 1.550 navi mercantili con 22.000 marinai a bordo erano bloccate nel Golfo Persico appena 48 ore dopo l'inizio dell'operazione, e che la mancanza di vie di navigazione sicure aveva aggravato la crisi.

Nel frattempo, Trump ha affermato questa mattina, mercoledì 6 maggio, in un messaggio sul social network Truth, che la sospensione dell'operazione era stata richiesta da alcuni Paesi e dovuta ai «progressi verso un accordo con l'Iran», ma i media israeliani l'hanno interpretata come un segno di confusione e di disimpegno di Washington rispetto agli sviluppi nella regione.

Anche gli esperti militari israeliani hanno criticato l'operato degli Stati Uniti, affermando che la sospensione dell'operazione non è una tattica diplomatica, bensì un fallimento strategico di Washington di fronte alla complessa situazione nella regione.