Germania: SPD cambia vertici ma Schulz resta
BERLINO (Pars Today Italian) - Due ore dopo la chiusura dei seggi in Germania, ieri sera, Martin Schulz ha iniziato ad attaccare la cancelliera tedesca Angela Merkel dall'opposizione.
"La fine del suo tempo in carica è iniziata ieri alle 18", ha detto oggi calcolando pubblicamente i voti persi dagli avversari ma annunciando nello stesso tempo un'analisi severa anche degli errori del suo partito, crollato al 20%. L'ex presidente del Parlamento europeo non vuole più sentir parlare di Grosse Koalition: e così ha messo i vincitori alle strette, decidendo di fatto i colori (giamaicani) del prossimo governo, ammesso che riesca a venire fuori dalle trattative delle prossime settimane. Un comportamento criticato dagli altri come "irresponsabile". Il disastro delle urne, stavolta, è stato affrontato con una certa disinvoltura, quasi come se fosse già metabolizzato. E così oggi è saltata una testa, ma non quella di Schulz. Il leader eletto con il 100% dei consensi dal congresso del partito per ora resta. Rinuncia al suo incarico, invece, il capogruppo parlamentare Thomas Oppermann, 63 anni, volto del vecchio apparato, ma l'ex presidente europeo, che a questo punto entrerà nel Bundestag come deputato, non lo sostituirà personalmente: per questa importante casella, Schulz ha proposto il nome di Andrea Nahles, dell'area sinistra del partito, non proprio vicina a Sigmar Gabriel. Si tratta della ministra del Lavoro uscente, colei che ha prodotto più risultati nella passata legislatura, conquistando obiettivi di portata simbolica importante come il salario minimo e la pensione a 63 anni, per chi ne ha pagati 40 di contributi. Angela Merkel, in realtà, ha annunciato colloqui anche con l'Spd. Convocherà i liberali, i verdi e i socialdemocratici per sondare tutte le possibilità. Ma la replica di Schulz, in conferenza stampa alla Willy Brandt Haus, è stata al riguardo addirittura brusca: "Ieri sera avrà capito che impiegherà meglio il suo tempo chiamando altri". Dal suo punto di vista l'elettorato tedesco si è espresso chiaramente, chiedendo un cambiamento: "La Giamaica è possibile, si percepisce che vogliono governare. Devono solo concordare il programma". "Io ritengo che Merkel abbia grosse responsabilità per lo stato della nostra democrazia", ha aggiunto, accusandola, come in passato di non aver voluto un confronto chiaro sui contenuti. Pur accolto oggi da un caloroso applauso dalla base del partito, Schulz dovrà comunque fare i conti con il risultato delle urne. E al prossimo congresso di dicembre si vedrà se sarà confermato nel suo incarico. Intanto resta in campagna elettorale, in vista delle urne della Bassa Sassonia, il 15 ottobre, dove l'Spd governa. Anche se non sembra l'ipotesi più probabile, nessuno può escludere che dopo quella data cambi atteggiamento con Frau Merkel se la 'Giamaica' alla fine dovesse risultare impossibile.