Grecia vuole vendere anche l’Acropoli
- Anche l’ Acropoli nel superfondo delle privatizzazioni greche? Stando ad una leggina approvata di recente dal governo greco, sembrerebbe di sì.
L'obiettivo dell'esecutivo a caccia di denari è di mettere a regime tutto ciò che nel Paese è disponibile al fine di non mancare le promesse con gli istituti di credito, ovvero l'ex troika che non è andata via da Atene, come annunciato dal premier Tsipras, ma vi ritorna ogni mese per controlli periodici. Una sorta di mega cartolarizzazione che però investe il patrimonio culturale e artistico che in Grecia è praticamente ovunque.
Un provvedimento «per fare cassa», tuonano le opposizioni popolari di Nea Dimokratia che per bocca dell'ex ministro della cultura, Olga Kefaloiannis, accusano il premier di procedere in «diretta violazione della Costituzione stessa, in cui si afferma che i monumenti del patrimonio culturale e dei siti archeologici sono al di fuori della transazione e non sono trasferibili». Protesta anche il Consiglio Nazionale degli Archeologi greci che, con una risoluzione ufficiale, chiede al Ministero della Cultura di individuare altri criteri che non sviliscano il patrimonio culturale della Grecia, pur in un momento di forte difficoltà finanziaria.