Nella fiera dei missili Erdogan sceglie i russi
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ANKARA (Pars Today Italian) - Il tycoon di Washington che minaccia il sultano di Ankara. Il Paese con il più potente esercito della Nato che arriva ai ferri corti con il Paese che, quanto a forza numerica, ha il secondo esercito della stessa alleanza.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 07, 2019 03:26 Europe/Rome
  • Nella fiera dei missili Erdogan sceglie i russi

ANKARA (Pars Today Italian) - Il tycoon di Washington che minaccia il sultano di Ankara. Il Paese con il più potente esercito della Nato che arriva ai ferri corti con il Paese che, quanto a forza numerica, ha il secondo esercito della stessa alleanza.

Usa versus Turchia. Questione di missili, ma non solo. Washington lancia l'ultimo avvertimento alla Turchia sull'acquisto dei missili russi S-400. La decisione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan di dotarsi della tecnologia più avanzata a disposizione di Mosca è vista negli Stati Uniti come una breccia nella Nato. La Casa Bianca ha esercitato pressioni crescenti. Due giorni fa il portavoce del Pentagono Eric Pahon ha detto che la scelta "avrà serie conseguenze". Le rappresaglie in vista sono molte. Gli Usa bloccheranno la vendita ad Ankara dei cacciabombardieri invisibili F-35. Poi potrebbero saltare altri contratti, come quello per gli elicotteri Black Hawk.

Gli Stati Uniti hanno tentato fino all'ultimo di vendere ad Ankara il loro sistema difensivo terra-aria (il Patriot) per porre fine al contenzioso diplomatico e soprattutto per togliere ogni alibi alla Turchia. L'S-400 Triumf è il più avanzato sistema missilistico mobile terra-aria in dotazione alle forze armate russe. Recentemente, è diventato un importante tassello della strategia complessiva di Putin, grazie ai suoi molti vantaggi. Impiegando tre diverse serie di missili, è capace di colpire obiettivi multipli quali aerei, sistemi a pilotaggio remoto, altri missili, con un raggio d'azione stimato fino a 400 chilometri.

Inoltre, è più economico dei sistemi analoghi. Erdogan non si è fatto problemi ad andare avanti per la sua strada, arrivando all'accordo con Mosca. Una scelta che dal punto di vista della Nato comporta grossi rischi.