Onu:“Nessun passo per migliorare situazione diritti umani nel Kashmir”
Nei dodici mesi compresi tra il maggio del 2018 e l’aprile di quest’anno si è registrato il più alto numero di vittime civili da un decennio
Islam-Abad. A un anno dal primo rapporto sullo stato dei diritti umani nell’intero territorio del Kashmir, sia quello controllato dal Pakistan che quello controllato dall’India, l’Ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr) ha pubblicato due giorni fa` un aggiornamento nel quale si afferma che nessuno dei due paesi “ha preso alcuna misura concreta per rispondere alle numerose questioni sollevate” e che nei dodici mesi compresi tra il maggio del 2018 e l’aprile di quest’anno si è registrato il più alto numero di vittime civili da un decennio. Il documento osserva che le tensioni nell’area, accentuatesi dopo l’attentato di febbraio a Pulwama, nello Stato indiano di Jammu e Kashmir, contro la Forza di polizia centrale di riserva (Cprf), che ha perso 40 agenti, continuano ad avere un impatto fortemente negativo sui diritti umani dei residenti, a cominciare dal diritto alla vita.