Orrore nei campi migranti; violenze e abusi sulle donne
Atene- A Samos, nel campo profughi, costruito dal governo greco con i finanziamenti dell'Unione Europea, non c'è spazio per tutti.
Ci sono solo 648 posti. Tutti gli altri migranti hanno così costruito un enorme accampamento nella foresta intorno all'hotspot. Una distesa di tende colorate e baracche improvvisate dove giovani, donne e bambini vivono in pessime condizioni. "Nella 'giungla' non c'è elettricità né acqua corrente, nessun bagno o posto dove lavarsi", denuncia Rebecca Holst Fredslund, operatrice di Samos Volunteer. In questo stato i migranti restano bloccati anche due anni, fino a quando l'intervista per la richiesta d'asilo non permette loro di raggiungere Atene. Così non resta altro che aspettare, cercando di sopravvivere a fame, freddo e maltrattamenti.
"Essere una donna in un luogo del genere è molto pericoloso", afferma Nicolò Govoni, fondatore della Ong italo-greca Still I Rise. "Diverse ragazzine sono venute a confidarci di aver subito molestie all'interno del campo". Vittime di uomini spietati, le donne vivono costantemente nel terrore. "Rappresentano un quarto della popolazione del campo - spiega Rebecca - per loro le condizioni qui sono davvero estreme. Appena cala il sole si chiudono nelle tende, hanno paura a camminare da sole la sera e ad andare ai bagni senza un accompagnatore".
Negli hotspot sulle altre isole dell'Egeo la situazione con cambia. A fronte di una capienza di 6.300 posti, oggi ci sono oltre 30mila migranti di cui il 22% sono donne. Molte di loro incinta.