Manifestanti anti-guerra: «Soldi per la gente, non per le bombe»
-
Manifestanti anti-guerra: «Soldi per la gente, non per le bombe»
Pars Today - La polizia di New York ha arrestato circa 90 manifestanti scesi in piazza contro l'aggressione militare di Stati Uniti e Israele in Iran, Libano e Palestina.
La polizia di New York ha arrestato circa 90 attivisti scesi in piazza contro la guerra degli Stati Uniti e di Israele ai danni di Iran, Libano e Palestina. I manifestanti si erano radunati per opporsi all'invio di armi statunitensi al regime sionista.
Sonya Meyerson-Knox, direttrice della comunicazione del gruppo "Jewish Voice for Peace", ha riferito ai media che il presidio è stato organizzato davanti agli uffici di Chuck Schumer, leader dei democratici al Senato americano, e della senatrice Kirsten Gillibrand. I manifestanti hanno chiesto ai due esponenti politici di ritirare il loro sostegno agli attacchi di Israele in Libano e alla guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Durante la mobilitazione sono stati intonati gli slogan: «Soldi per la gente, non per le bombe», «Libertà per la Palestina» e «Giù le mani dall'Iran e dall'America».
In seguito al fallimento di Washington nei negoziati indiretti con Teheran svoltisi in Pakistan, il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha dichiarato mercoledì 15 aprile : «La sfiducia tra Washington e Teheran non scomparirà dall'oggi al domani. Abbiamo intenzione di portare avanti i negoziati».
Anche il Segretario Generale dell'Onu, Antonio Guterres, ribadendo la necessità di preservare ed estendere il cessate il fuoco tra Teheran e Washington, ha dichiarato: «I negoziati seri devono riprendere. Il cessate il fuoco deve essere mantenuto e, se necessario, prorogato». Guterres ha poi precisato: «Considero la prosecuzione di questi negoziati tra Iran e Stati Uniti una necessità. Sarebbe irrealistico pensare di risolvere i problemi storici e complessi tra i due Paesi nel corso della prima sessione negoziale».