Libia: Berlino, Roma e Parigi chiedono la fine delle ostilità
Germania, Francia e Italia chiedono a tutte le parti in conflitto in Libia di cessare immediatamente e incondizionatamente le ostilità, afferma una dichiarazione congiunta del Ministero degli Esteri dei tre paesi europei.
"Alla luce dei crescenti rischi di un deterioramento della situazione in Libia e di un’escalation regionale, Francia, Germania e Italia fanno appello a tutte le parti libiche affinché cessino i combattimenti immediatamente e senza condizioni e sospendano la corsa agli armamenti in corso in tutto il Paese", si trova scritto nella dichiarazione. Berlino, Parigi e Roma chiedono inoltre a tutti gli attori stranieri di "porre fine a tutte le interferenze e a rispettare pienamente l'embargo sulle armi istituito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Incoraggiano la rapida conclusione dei negoziati nell'ambito del gruppo di lavoro militare 5+5 sotto l'egida di UNSMIL per consentire la firma di un accordo di cessate-il-fuoco sostenibile e credibile". "Tutti gli sforzi in tal senso, compresa l'iniziativa egiziana annunciata il 6 giugno, devono essere incoraggiati. Qualsiasi iniziativa a sostegno di un accordo di cessate-il-fuoco e di una soluzione politica negoziata della crisi libica deve essere pienamente inclusiva e saldamente ancorata all'architettura del processo di Berlino che rimane l'unico quadro praticabile", afferma la dichiarazione. In Libia persiste lo scontro tra il governo di accordo nazionale (PNS) di Fayez Sarraj, che controlla Tripoli e i territori nella parte occidentale del Paese ed è sostenuto dalla Turchia, e l'esercito nazionale libico sotto il comando di Khalifa Haftar, che è sostenuto politicamente dall'Egitto.
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