Covid mutato in Inghilterra? Gli italiani sono a rischio?
Lunedì, in un annuncio a sorpresa, il Segretario alla Sanità del Regno Unito Matt Hancock ha dichiarato alla Camera dei Comuni che più di mille casi del nuovo ceppo virale sono stati trovati in quasi 60 aree, prevalentemente nel sud dell'Inghilterra e a Londra.
Londra- Una nuova variante del Covid-19 è stata segnalata in inghilterra, Londra inclusa. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Matt Hancock, assicurando però che la mutazione non comporta una maggior mortalità, cioè sintomi più gravi, ma solo una maggior diffusione. Il comunicato afferma che le mutazioni includono modifiche alla proteina "spike" che il virus usa per infettare le cellule umane, ma non è ancora chiaro se queste lo rendano più contagioso.
Il che non è comunque una bella notizia, in quanto proprio questa maggior contagiosità ha indotto le autorità inglesi a varare, a Londra e regioni circostanti il ritorno al lockdown assoluto, proprio per cercare di mitigare la corsa delle infezioni. “Non è una novità – spiega il professor Massimo Ciccozzi, responsabile unità di ricerca in Statistica medica ed Epidemiologia molecolare nell’Università Campus biomedico di Roma -: già dallo scorso maggio avevamo segnalato numerose variazioni, è una cosa normale per questo tipo di virus Rna. Basti pensare che nel nostro paese su 714 sequenze depositate ben il 97% possiede questo tipo di variazioni”. La maggior diffusione, aggiunge Ciccozzi, comporta però l’adozione di “maggiori misure di sicurezza e la responsabilità personale di non diffondere il virus”. Ecco perché dovremo aspettarci a breve anche in Italia chiusure e divieti di spostamento.
È normale per un virus Rna che ci siano tante mutazioni e che una di queste venga mantenuta nel tempo perché più favorevole. Spesso queste varianti vengono selezionate proprio a causa della pressione selettiva operata dagli anticorpi prodotti durante l’infezione: il virus muta per caso, mentre si replica, ma se gli anticorpi non riescono a bloccare bene una delle varianti, questa prende il sopravvento sulle altre.
Il virologo inglese Chris Smith ha detto alla trasmissione 'BBC Breakfast' che, nonostante si diffonda più rapidamente, la nuova variante del coronavirus potrebbe non essere più "cattiva" nonostante la mutazione nella proteina spike.
"Una volta che ti infetta, una volta che entra in te, in realtà non ti fa ammalare", ha detto.
"Per il momento questo sembra essere il pattern; intanto l'altra domanda cruciale è 'Questo cambiamento è sufficiente per mettere da parte ciò che il vaccino fa per proteggerci?'".
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