Che cosa è la 'Intelligence economica'?
La fine del confronto bipolare ha rappresentato una netta frattura nelle dinamiche delle relazioni internazionali, dove il crollo del Muro di Berlino ha portato progressivamente ad una crescita dell’importanza delle questioni economiche rispetto a quelle più propriamente politiche e militari.
Se nel periodo della Guerra Fredda imperava la geostrategia, oggi – anche tenuto conto del contesto attuale dato dalla pandemia globale – le tematiche geoeconomiche rivestono un ruolo sempre più determinante.
I cambiamenti verificatesi fino ad oggi sono determinati da una serie di fenomeni correlati: da una parte, è venuto meno un sistema rigido e onnicomprensivo, quello bipolare segnato dallo scenario dello scontro est-ovest; dall’altra, si è registrata una straordinaria accelerazione dello sviluppo del processo di globalizzazione che ha condotto alla internazionalizzazione 4.0, che ha reso i sistemi nazionali più interconnessi e in concorrenza.
Di pari passo con questi eventi, i governi si sono trovati a confrontarsi e a competere, non tanto sulla base della loro potenza bellica, ma della loro forza economica, con la ulteriore conseguenza che il peso politico di ciascun attore ha iniziato a dipendere sempre più strettamente da variabili economico-finanziarie, piuttosto che da quelle militari.
In sostanza, il potenziamento delle produttività e della competitività nazionale è divenuto un fattore di fondamentale importanza per il ruolo che ciascuno Stato vuole ricoprire nel teatro internazionale.
In particolare, poi, non va dimenticato che i rischi gravanti sul sistema economico di un Paese pesano anche sulle strutture sociali che lo sorreggono, di talchè un ridimensionamento nei vari settori produttivi implica un disagio per tutte le persone che vi sono impegnate.
Tale assunto è particolarmente vero per una serie di comparti industriali, che per il loro valore aggiunto, per l’indotto, per le ricadute tecnologiche e per il beneficio che possono arrecare all’intera struttura economica, vanno considerati di valore strategico.
In questo quadro va a collocarsi la teoria geoeconomica, nell'ottica della quale lo Stato si trova a riacquistare un ruolo determinante, dovendo predisporre delle riforme che possono adattare le istituzioni, la politica interna ed estera, e altri elementi dell’assetto nazionale, al contesto attuale.
Fra gli aspetti che la geoeconomia suggerisce di potenziare si trova quello relativo all’Intelligence economica, da intendersi come un dispositivo nazionale che preveda sia la creazione di strutture apposite, sia la diffusione di una mentalità e una cultura d’Intelligence più consapevole delle minacce e opportunità offerte dall’attuale competizione internazionale.
Quando si parla d’Intelligence economica in relazione alla competitività di un sistema-Paese, si intende definire un complesso sistema nazionale, che concerne una molteplicità di soggetti, sia pubblici sia privati, differenziandosi – quindi – dall'Intelligence tradizionale.
Un dispositivo nazionale d’Intelligence economica si qualifica, pertanto, come la combinazione delle pratiche e dei know-how produttivi e l’interpretazione delle conoscenze, sviluppata su scala nazionale fra diverse istituzioni (Stato, amministrazioni, imprese, università, risorse delle camere di commercio, sindacati professionali…).
In particolare, l'Intelligence economica si caratterizza, da un lato, per la natura dei suoi attori, perché non sono più esclusivamente degli specialisti, ma l’insieme del personale e della dirigenza che sono coinvolti in un processo di cultura collettiva dell’informazione e, dall'altro per le specificità culturali, nella misura in cui ogni economia nazionale genera un modello specifico d’Intelligence economica, il cui impatto sull’elaborazione e la messa in opera delle strategie industriali è variabile a seconda dei paesi.
Ma l'Intelligence economica, a sua volta, si suddivide in tre branche.
Innanzitutto l’Intelligence Macroeconomica, che è finalizzata al sostegno della politica commerciale nazionale e del tesoro, esclusivamente prerogativa delle autorità statali, utile per supportare il governo in negoziati di cui esso stesso fosse parte.
Un altro tipo d’Intelligence è quella Microeconomica che riguarda informazioni dettagliate a livello di azienda e/o contratti, così da poter aiutare compagnie o società ad avvantaggiarsi in un mercato particolare attraverso la conoscenza in anticipo o in maniera più approfondita delle caratteristiche del mercato o dei compratori.
La terza branca dell’Intelligence Economica è quella relativa ai dati tecnici su prodotti, processi di produzione e invenzioni esteri.
Nonostante questa tripartizione vale, comunque, sottolineare come spesso, nella pratica, queste attività possano entrare in contatto ed intrecciarsi, atteso che fra Intelligence economica, militare e strategica spesso non ci sono nette separazioni.
Quanto argomentato fin d'ora illustra il rapporto che intercorre tra Intelligence Economia e Sistema-Paese, risultando la prima fondamentale per la protezione e il supporto del Sistema-Paese allo scopo di proteggere i settori strategici della Nazione e di mantenere e penetrare i mercati internazionali.
La situazione globale è pervasa da una serie di minacce economico-finanziarie che possono essere concretizzate in un attacco al Sistema-Paese, con tipologie e metodiche diverse, ma con il certo intento di arrecare il massimo danno al tessuto economico e sociale di un Paese.
È pertanto evidente che solo una forte e condivisa sinergia tra i vari attori responsabili del mantenimento e dello sviluppo del benessere economico-sociale di una Nazione, può garantire difesa, crescita ed espansione del Sistema-Paese; fondamentale quindi il ruolo del Governo ma altresì necessarie le imprese, gli enti privati, le associazioni di professionisti e di singoli cittadini, ciascuno a svolgere il proprio ruolo per il comune interesse nazionale.
Avv. Fabio Loscerbo
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