Italiano 'prigioniero' in Groenlandia per il coronavirus
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"Non è come in Italia dove c’è tanta scelta, quindi dobbiamo essere felici se arriva qualche elicottero, il mare è ormai ghiacciato e le navi non possono entrare"
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Dic 27, 2020 01:36 Europe/Rome
  • Italiano 'prigioniero' in Groenlandia per il coronavirus

"Non è come in Italia dove c’è tanta scelta, quindi dobbiamo essere felici se arriva qualche elicottero, il mare è ormai ghiacciato e le navi non possono entrare"

"Causa il Covid abbiamo perso i turisti che sono la nostra unica fonte di sostentamento economico. Qui sulla costa orientale della Groenlandia è una tragedia e per sopravvivere mangio cibo scaduto, altro non posso fare, mi devo accontentare".

A dirlo così è Robert Peroni dal villaggio dove abita lungo la costa est della Groenlandia, dove vivono gli inuit. Per raggiungerci ci vuole un volo di circa due ore da Reykjavik in Islanda. Peroni, 76 anni, altoatesino, vive nella "Casa Rossa", una abitazione che si è trasformata da semplice ritrovo a centro di recupero oltre che albergo per turisti, racconta questo 2020 tragico sotto l’aspetto economico.

"Dal 12 marzo scorso quando l'Islanda ha chiuso le frontiere per noi è finito tutto. In estate i turisti arrivavano soprattutto dalla Germania e in agosto anche dall'Italia. Peccato, perché gli italiani erano in crescita ed erano sempre più interessati a questi luoghi immersi nella natura incontaminata", racconta.

Adesso niente di niente, sono qui solo a sognare un futuro migliore preparando le offerte turistiche del 2021. Lavoro in ufficio, pulisco casa, sono stato costretto a licenziare  tutti i 74 dipendenti e i 55 posti letto sono drammaticamente vuoti.

"Il governo groenlandese ha ragione di chiudere tutto perché non riuscirebbe a reggere le conseguenze di una pandemia, abbiamo avuto 17 casi in tutta la Groenlandia. Se il virus dovesse arrivare qui a Tasiilaq sarebbe una tragedia perché il nostro ospedale non è attrezzato e quindi verrebbe trasferito alla capitale Nuuk oppure in Danimarca. Non è come in Italia dove c’è tanta scelta, quindi dobbiamo essere felici se arriva qualche elicottero, il mare è ormai ghiacciato e le navi non possono entrare nel fiordo a rifornire l’unico supermercato".

 

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