Vertice G7 su Afghanistan: nulla di fatto
Londra - Il vertice tra i sette grandi ha portato a un nulla di fatto: Inghilterra e Unione europea puntavano ad avere più ...
tempo per l'evacuazione, ma il presidente degli Stati Uniti ha confermato la deadline. A chiudere qualsiasi spiraglio di intesa è arrivato anche l'avvertimento dei talebani: “L'accesso all’aeroporto di Kabul è consentito solo ai cittadini stranieri”. Johnson chiede di essere "realisti" e apre al dialogo con i fondamentalisti. Anche il premier italiano sottolinea la necessità di aver un canale per poter "transitare dall’Afghanistan in modo sicuro" anche dopo il ritiro.
Nulla di fatto: le pressioni di Gran Bretagna e Unione europea non sono bastate a far cambiare idea a Joe Biden e agli Stati Uniti. Il G7 sull’Afghanistan di martedì pomeriggio, durato circa due ore, ha portato semplicemente a ribadire il concetto: le truppe americane lasceranno Kabul entro il 31 agosto. E Washington, secondo i media Usa, ha già iniziato a ridurre la propria presenza militare. Nessuna proroga per consentire di evacuare il più alto numero possibile di persone. L’unica concessione è che il presidente Usa, consapevole dei rischi, abbia chiesto al Pentagono di preparare “piani di emergenza” per prolungare la permanenza in Afghanistan se si dovesse rendere necessario. Un fallimento soprattutto per Boris Johnson, che in veste di presidente di turno aveva fortemente voluto il video-vertice straordinario. Il premier britannico e la cancelliera tedesca Angela Merkel in primis avevano cercato di convincere Biden a concedere più tempo. In serata il presidente Usa, durante una nuova conferenza stampa la cui prima parte è stata dedicata al sì della Camera alla maxi manovra da 3.500 miliardi per il ceto medio finanziata da aumenti delle tasse per i ricchi e le multinazionali, ha invitato i partner a “rimanere uniti”.
Senza la presenza americana sul terreno, sarà impossibile per gli altri Paesi mantenere un ponte aereo da Kabul. I leader del G7 non hanno potuto fare altro che prendere atto della decisione americana: hanno fissato “una road map” condizionata al possibile dialogo con i Talebani e “la condizione numero uno è che essi garantiscano un corridoio sicuro” a tutti coloro che vogliono lasciare il Paese anche dopo la scadenza del 31 agosto, come ha spiegato lo stesso Johnson. Il premier britannico ha detto che occorre essere “realisti” sui talebani, ma che il G7 dispone di “enorme leve” per cercare di condizionarli dopo il ritiro. “Chiediamo a tutte le parti in Afghanistan di lavorare in buona fede per stabilire un governo inclusivo e rappresentativo”, si legge nel comunicato finale. Anche il premier Mario Draghi come Johnson ha ribadito l’urgenza di “mantenere un canale di contatto anche dopo la scadenza del 31 agosto e la possibilità di transitare dall’Afghanistan in modo sicuro”. Poi ha sottolineato l’importanza del G20 come sede in cui coinvolgere nel dialogo anche Cina e Russia.
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