Guinea, nuovo attacco alla Russia
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Conakry - Un nuovo colpo di stato militare è andato in scena nei giorni scorsi ...
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Set 08, 2021 01:51 Europe/Rome
  • Guinea, nuovo attacco alla Russia

Conakry - Un nuovo colpo di stato militare è andato in scena nei giorni scorsi ...

in un altro paese africano. Dopo gli eventi dello scorso maggio in Mali, questa volta è toccato alla Guinea, situata sulla costa occidentale del continente e oggetto di forti interessi internazionali per via delle ingenti riserve minerarie di cui dispone.

Il presidente appena rovesciato, Alpha Condé, era al centro di critiche e proteste popolari per le tendenze autoritarie che gli vengono attribuite almeno da un paio d’anni a questa parte. Come spesso accade, le motivazioni del golpe potrebbero essere tuttavia un po’ meno nobili e intrecciarsi con la competizione attorno all’industria estrattiva guineana e con le mire strategiche di potenze come Francia e Russia.

L’operazione condotta dai militari ha seguito un copione collaudato, così come gli ufficiali che l’hanno guidata si sono scoperti essere legati ancora una volta a governi occidentali.

A ordinare l’arresto del presidente Condé è stato il presunto leader della giunta in fase di insediamento, Mamady Doumbouya, colonnello delle forze speciali dell’esercito con varie esperienze sul campo, tra cui in Afghanistan, e un passato nella Legione Straniera Francese. Doumbouya, apparso immancabilmente in diretta sulla TV di stato appena passata sotto il controllo dei militari, ha annunciato la deposizione di Condé, la revoca della Costituzione e lo “scioglimento delle istituzioni”.

Quella che dovrebbe aprirsi in Guinea è ora una fase di transizione, gestita da un governo di unità nazionale, i cui contorni e piani concreti saranno tutti da valutare. Intanto, il potere è di fatto nelle mani di una giunta militare che ha assunto il nome di Comitato Nazionale per l’Unità e lo Sviluppo (CNRD).

Nel paese è stato istituito un coprifuoco notturno, ma il colonnello Doumbouya si è affrettato a escludere dalle restrizioni le aree dove si trovano i giacimenti minerari, in modo da “garantire la continuità della produzione”. La Guinea vanta le più importanti riserve di bauxite del pianeta. Questo minerale serve per la produzione dell’alluminio, le cui quotazioni si sono impennate a partire da lunedì in seguito alla notizia del colpo di stato a Conakry.

Per il momento non vengono segnalate interruzioni nelle forniture di alluminio, anche se questo settore estrattivo di estremo rilievo per la Guinea potrebbe subire contraccolpi in conseguenza dell’evolversi della situazione politica nelle prossime settimane. Per comprenderne le implicazioni, basti ricordare che la Russia, attraverso il colosso della produzione di alluminio Rusal, domina di fatto l’estrazione della bauxite guineana, mentre la maggior parte delle esportazioni di bauxite sono dirette verso le fonderie cinesi. Oltre e in parallelo alla questione del controllo dei giacimenti, è da considerare nella valutazione del golpe di domenica scorsa la partnership a tutto campo tra la Guinea e la Russia.

Gli ottimi rapporti tra i due paesi risalgono ai tempi dell’Unione Sovietica e in questi ultimi anni hanno assunto un significato ancora più importante per Mosca nel quadro della competizione con l’Occidente in Africa e non solo. Oltretutto, per quanto riguarda la Guinea va considerato che questo paese è stato una colonia francese fino al 1958 e farebbe teoricamente parte della cosiddetta “Françafrique”, ovvero la zona di influenza di Parigi nel continente.

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