Peacekeeper Onu uccisi in un’esplosione in Mali
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Bamaka - Sette operatori delle Nazioni Unite hanno perso la vita a seguito di un’esplosione ...
nel Mali centrale, secondo quanto riferito oggi, mercoledì 8 dicembre, dalla Missione dell’Onu MINUSMA. Altri 3 risultano essere rimasti gravemente feriti.
Il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, ha affermato che quello registrato l’8 dicembre è uno dei bilanci di vittime più elevati per i peacekeeper attivi nel Paese. Mentre MINUSMA non ha dato informazioni sulla nazionalità delle vittime, il portavoce ha precisato che il veicolo colpito trasportava forze di pace del Togo. Da parte sua, il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha esortato le autorità del Mali a impegnarsi per identificare i responsabili, così che possano essere portati davanti alla giustizia.
La missione dell’ONU nel Paese africano, il cui dispiegamento è iniziato nell’aprile 2013, è composta da 15.000 unità, di cui 13.289 soldati e 1.920 agenti di polizia, il cui obiettivo è porre un freno alla spirale di violenza. Tuttavia, sono oltre 230 i membri di MINUSMA che, dal 2013, hanno perso la vita a seguito di attentati terroristici. Si tratta del numero di vittime più elevato di qualsiasi altra missione di mantenimento della pace delle Nazioni Unite, il che ha reso quella in Mali l’operazione di peacekeeping “più pericolosa” e più letale tra quelle promosse dall’Onu. La forza, inoltre, ha un costo annuo di circa 1,2 miliardi di dollari ed è stata oggetto di numerose critiche per non essere riuscita a contrastare in modo aggressivo l’insurrezione.
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