Crisi Ucraina? Il problema è la Nato
Washington - Non pare abbiano sortito effetti i colloqui telefonici tra Joe Biden e ...
Vladimir Putin. Quella che si sviluppata al confine tra Russia e Ucraina è una crisi costruita politicamente e mediaticamente. Alla complessiva quanto conclamata ostilità tra Kiev e Mosca non si era aggiunta nessuna particolare tensione e la stessa intelligence militare del regime filo-nazista di Kiev non segnalava nessun pericolo da parte russa.
Quello che Putin ha provato a spiegare a Biden sono tre concetti fondamentali: Mosca non ha mai pensato di invadere l’Ucraina, a meno che quest’ultima non diventi la sede operativa di una minaccia militare NATO verso la Russia.
A questo proposito ha aggiunto che le dichiarazioni dell'Occidente sulla sua disponibilità ad aiutare Kiev a contenere la "minaccia russa" sono ridicole e pericolose. Putin ha ricordato che il dispiegamento di truppe russe sul territorio nazionale è un diritto sovrano e non è affare di nessuno.
Sono invece la NATO e i suoi stati membri che stanno incautamente spostando le loro forze militari e infrastrutture ai confini della Russia. L’incremento di aggressività statunitense in Europa non fermerà i piani di sviluppo economici e militari russi.
Il Cremlino considera le sanzioni un gesto di immotivata ostilità politica e un modo sporco di condurre una guerra commerciale in spregio al tanto decantato libero mercato.
Per quanto riguarda la sicurezza internazionale Mosca è pronta a tornare al tavolo negoziale per discutere un nuovo trattato sui missili balistici a medio e lungo raggio nel quadro di un equilibrio internazionale che rispetti le reciproche esigenze di difesa. Mosca ritiene la governance mondiale una questione multilaterale e non certo unipolare.
Se la telefonata non ha sortito effetti concreti nella necessaria riduzione dell’escalation, rimane una certezza: non c’è mai stata l’intenzione della Russia di invadere l’Ucraina. E’ una colossale fake news concepita al Pentagono e a Langley e fatta veicolare da due organi si stampa amici come The New York Times e il sito Politico.com, ai quali si sono aggiunti i media europei compiacenti con la politica estera degli Stati Uniti.
La crisi, che ha rischiato e tutt’ora rischia di innescare un conflitto dagli esiti imprevedibili ma certamente drammatici, nasce dall’esclusiva volontà statunitense di alzare oltre ogni limite la tensione nell’area per i suoi esclusivi interessi commerciali e geopolitici. Una crisi pianificata a tavolino in tutti i suoi passaggi, dalla diffusione di una informazione completamente falsa – quella per la quale la Russia starebbe per invadere l’Ucraina - fino alla minaccia di sanzioni e di sostegno militare a Kiev da parte della NATO nel caso ciò avvenisse.
Ma chiusi i telefoni e al netto della propaganda mediatica occidentale, si vede come l’escalation di questa crisi opacizzi in parte le sue vere ragioni e le gravi responsabilità. L’intento statunitense è quello di aprire un nuovo fronte, ancor più aggressivo, della sua guerra non dichiarata contro il governo di Mosca.
L’innesco e l’approfondimento di questa crisi obbedisce infatti ad un disegno commerciale e strategico che viene perseguito con il maggior cinismo possibile sulla pelle degli ucraini e dell’intera Europa.
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