Che cosa rischiamo con la variante omicron
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A circa un mese dalle prime segnalazioni in Sudafrica e altri stati africani meridionali, la variante omicron del coronavirus è ormai presente in almeno 70 paesi e sta mostrando di diffondersi con grande rapidità, portando a migliaia di nuovi contagi nei paesi dove è più diffusa.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Dic 20, 2021 18:11 Europe/Rome
  • Che cosa rischiamo con la variante omicron

A circa un mese dalle prime segnalazioni in Sudafrica e altri stati africani meridionali, la variante omicron del coronavirus è ormai presente in almeno 70 paesi e sta mostrando di diffondersi con grande rapidità, portando a migliaia di nuovi contagi nei paesi dove è più diffusa.

La variante sta contribuendo a nuove ondate in Europa, in particolare nel Regno Unito e in Danimarca, dove si effettuano più test per verificare la presenza di omicron e si possono quindi avere dati più affidabili. In poche settimane, omicron ha cambiato sensibilmente l’andamento della pandemia e di conseguenza potrebbe condizionare le strategie seguite dai governi, che avevano fatto grande affidamento sui vaccini per evitare il ritorno a limitazioni generalizzate e severe. Nel fine settimana, i Paesi Bassi sono entrati in un nuovo lockdown alquanto rigido, mentre altri governi hanno deciso altre forme di chiusure e restrizioni, o stanno comunque valutando cambiamenti di approccio per provare a rallentare la velocità di diffusione di omicron. Se ne sta discutendo molto anche in Italia, dove è in programma una nuova “indagine rapida” per stimare la prevalenza della nuova variante. Il governo ha annunciato che affronterà il tema il prossimo 23 dicembre, ma per ora non ci sono dettagli su eventuali nuove misure e sui giornali sta circolando un po’ di tutto, tra anticipazioni, retroscena e smentite. Una misura che l’Italia ha già preso, tra le dure critiche della maggior parte degli altri paesi europei, è stata l’introduzione dell’obbligo di un tampone negativo per entrare in Italia, anche per i vaccinati: una decisione in contrasto con la linea tenuta negli scorsi mesi, e direttamente legata a quelle che ipotizziamo essere le caratteristiche di omicron. Superata l’ondata dovuta in particolare alla variante delta nella stagione calda, una nuova ondata da omicron nel periodo invernale potrebbe avere serie conseguenze specialmente per i sistemi sanitari. Gli scenari più pessimistici indicano potenziali sovraccarichi nei reparti di terapia intensiva e – a cascata – su buona parte delle altre attività ospedaliere, paragonabili o meno alle precedenti ondate a seconda dei paesi e di altre variabili. I rischi comportati dalla nuova variante sono di per sé alti, ma possono essere mitigati almeno in parte dai vaccini, che mancavano nelle prime fasi della pandemia con i risultati drammatici che ricordiamo, in termini di malati gravi e morti. Omicron sembra essere a oggi la variante a più rapida diffusione tra quelle che si sono affermate in quasi due anni di pandemia. I dati cambiano a seconda dei paesi, ma non di molto. In Inghilterra , dove viene rilevata tramite i test e i sequenziamenti, si stima che la velocità di raddoppio di omicron sia di circa due giorni. Significa che se oggi tra i contagiati ci sono 100 casi positivi a omicron, tra due giorni ce ne saranno 200 e due giorni dopo 400 e così via. In altri paesi la velocità di raddoppio è stata stimata tra i 2 e i 4 giorni a seconda dei casi, ed è bene ricordare che possono esserci numerosi fattori che condizionano le stime.

 

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