Russia-Germania: telefonata tra Putin e il nuovo cancelliere Scholz
Mosca - Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha avuto un colloquio telefonico con il neocancelliere tedesco, ...
Olaf Scholz, per discutere dello sviluppo delle relazioni bilaterali, nonché delle “garanzie di sicurezza” che Mosca ha presentato, il 15 dicembre, alla Nato.
A riportarlo il sito web ufficiale del Cremlino. Il presidente russo si è congratulato con Scholz per l’inizio del suo mandato nella carica di cancelliere. Le parti hanno sottolineato l’interesse di incrementare i legami russo-tedeschi, nonché di mantenere frequenti i contatti in diversi formati. Putin ha informato la controparte delle proposte russe di garanzie di sicurezza nel lungo termine. Mosca ha espresso la speranza di organizzare quanto prima i negoziati sulle preoccupazioni sollevate dalla parte russa. Su richiesta del Cancelliere tedesco, sono stati esaminati a fondo i problemi relativi alla risoluzione del conflitto interno ucraino. Putin ha fornito approfonditi dettagli sulla questione, accusando Kiev di adottare un atteggiamento “ostinato” che la porta al “non adempimento degli obblighi previsti dagli Accordi di Minsk del 2015”.
Pertanto, secondo il Cremlino, tale linea politica “ostacola l’eventuale svolgimento di un nuovo vertice in il formato Normandia”. Il giorno dopo, il 22 dicembre, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha dichiarato che il primo round di colloqui sulle garanzie di sicurezza della Russia dovrebbe svolgersi proprio all’inizio del prossimo anno.
Analoghe conferme erano giunte il giorno prima, il segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg, aveva affermato che l’Alleanza avrebbe tentato di intavolare discussioni significative con Mosca, all’inizio del prossimo anno, per affrontare questioni di sicurezza, sullo sfondo del dispiegamento militare russo lungo il fianco Orientale dell’Ucraina.
I colloqui russo-tedeschi si collocano in un momento particolarmente teso delle relazioni tra Mosca e l’Occidente. Da una parte, quest’ultimo accusa la Russia di pianificare un’invasione su larga scala dell’Ucraina e la minaccia di “conseguenze devastanti”, soprattutto a causa del dispiegamento di oltre 175.000 militari lungo il fianco Orientale del Paese Est-Europeo. Dall’altra parte, il Cremlino nega di avere intenzioni bellicose, ribadendo che lo spostamento di truppe all’interno del proprio Stato rientra tra gli affari interni. Ciò che turba la Federazione, inoltre, è il progressivo spostamento verso Oriente degli Stati Uniti e dell’Alleanza Atlantica, sempre più presenti nel Mar Nero e in Georgia e in Ucraina, Paesi che Mosca considera come “cuscinetti” tra la Federazione e l’Europa.
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