Usa, affonda il maxi piano sociale di Biden
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Washington - Il limitato pacchetto di riforme sociali al centro del programma di governo ...
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Dic 26, 2021 06:03 Europe/Rome
  • Usa, affonda il maxi piano sociale di Biden

Washington - Il limitato pacchetto di riforme sociali al centro del programma di governo ...

dall’amministrazione Biden e' stato affossato probabilmente in maniera definitiva dal senatore democratico del West Virginia, Joe Manchin, il quale ha quindi spento le residue speranze del suo partito di conservare la risicata maggioranza al Congresso di Washington dopo il voto di “metà mandato” del novembre 2022. La decisione di Manchin, uno dei membri più reazionari della delegazione parlamentare democratica, è arrivata significativamente in un’intervista nel fine settimana a Fox News, durante la quale ha fatto sapere di non essere disposto a votare a favore di un provvedimento da poco meno di duemila miliardi di dollari in fase di negoziazione da mesi sotto gli auspici della Casa Bianca.

Manchin e l’altra sua collega “moderata”, la senatrice dell’Arizona ed ex attivista ambientale Krysten Sinema, sono da tempo al centro dei corteggiamenti dei leader democratici per ottenere i loro voti nel quadro degli sforzi diretti a far passare una serie di leggi ritenute di cruciale importanza dall’attuale amministrazione. Visto l’equilibrio quasi assoluto al Senato, tutti i voti democratici sono necessari per approvare qualsiasi iniziativa, così che, fin dall’inizio del mandato di Biden, Manchin e Sinema hanno potuto mettere in atto un gioco al ribasso che ha a poco a poco svuotato, se non affondato completamente, le proposte “progressiste” del loro partito.

Il pacchetto da 1.750 miliardi di dollari che Manchin ha bocciato è noto come “Build Back Better Act” (BBB) e contiene svariate misure che avrebbero dovuto allargare, anche se modestamente, la rete del welfare americano. Tutte le iniziative sociali previste risultano gradite dalla maggioranza della popolazione USA, in particolare tra gli elettori democratici. Altrettanto popolari erano anzi anche molte altre proposte lasciate fuori dalla legge, inizialmente addirittura da 6 mila miliardi di dollari, proprio in seguito ai negoziati con Joe Manchin e Krysten Sinema, come la cancellazione parziale dei debiti studenteschi e la garanzia di alcune settimane di congedo retribuito per i lavoratori.

In diretta televisiva su Fox News, Manchin ha così spiegato tutto il suo disagio nel dare il via libera a un pacchetto legislativo che, a suo dire, renderebbe gli Stati Uniti “ancora più vulnerabili di fronte alla minacce” che devono fronteggiare, come ad esempio l’esplosione del debito pubblico, arrivato a quota 29 mila miliardi, l’inflazione e la pressione fiscale crescenti. Il senatore del West Virginia, nell’esporre la sua posizione, ha utilizzato luoghi comuni dell’arsenale retorico dell’anti-comunismo tipico del Partito Repubblicano, sostenendo che i suoi colleghi democratici favorevoli alla legge vorrebbero “rimodellare drammaticamente la società americana”.

Mentre Manchin ha affondato una molto limitata iniziativa di carattere sociale in un frangente storico di gravissima crisi, né lui né la senatrice Sinema si sono mai fatti il minimo scrupolo per le implicazioni fiscali degli stanziamenti per la macchina da guerra USA. Proprio nei giorni scorsi, il Congresso aveva approvato a larghissima maggioranza il nuovo bilancio del Pentagono, vicino ormai agli 800 miliardi di dollari e il più imponente di sempre nella storia di qualsiasi paese. Da quando è stato eletto per la prima volta nel 2010 al Senato, Manchin ha garantito il proprio voto favorevole senza battere ciglio a tutti i bilanci del dipartimento della Difesa, per un totale di quasi diecimila miliardi di dollari.

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