Piano sanzioni Cia contro Russia: nel mirino anche export armi
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BERLINO - Joe Biden ha avvertito che la Russia avrebbe dovuto affrontare sanzioni mai viste prima se avesse invaso l'Ucraina.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Gen 25, 2022 19:25 Europe/Rome
  • Piano sanzioni Cia contro Russia: nel mirino anche export armi

BERLINO - Joe Biden ha avvertito che la Russia avrebbe dovuto affrontare sanzioni mai viste prima se avesse invaso l'Ucraina.

Mosca ha ripetutamente smentito piani d'invasione, accusando l'Occidente di sfruttare la "minaccia russa" per giustificare l'espansionismo della Nato e coprire i piani di Kiev per risolvere con la forza la guerra nel Donbass. Gli Stati Uniti stanno valutando un pacchetto di sanzioni aggiuntive contro la Russia, studiato dalla Cia, in caso di escalation in Ucraina, riferisce la Bild. Secondo quanto riferito, il pacchetto di sanzioni è stato presentato a Berlino dal segretario di Stato Antony Blinken, in visita nella capitale tedesca lo scorso giovedì per incontrare il suo omologo tedesco, ed è stato messo a punto da William Burns, il direttore della Cia che ha servito come ambasciatore degli Stati Uniti in Russia tra il 2005 e il 2008. Secondo il quotidiano tedesco, le nuove sanzioni prenderebbero di mira le esportazioni di merci e armi russe, con il danno economico totale delle restrizioni che dovrebbe raggiungere l'equivalente di 50 miliardi di dollari. Anche i contatti diplomatici sarebbero ridotti nell'ambito delle misure afflittive. "Gli Stati Uniti e l'Occidente... vogliono attaccare il ruolo della Russia come il più grande fornitore mondiale di materie prime", riassume la Bild. Secondo le fonti del tabloid tedesco, Blinken ha reso "chiaro" agli alleati americani il piano delle sanzioni, con le restrizioni volte a "bloccare le rotte commerciali russe in tutto il mondo", "bloccare le rotte di rifornimento" utilizzate da Mosca e garantire "una forte riduzione del personale delle ambasciate russe nei Paesi occidentali". Secondo quanto riferito, i leader tedeschi hanno chiesto un approccio meno rigido, assicurando a Washington che il gas non sarebbe stato pompato attraverso il nuovo gasdotto Nord Stream-2 se la situazione in Ucraina dovesse degenerare, ma escludendo la cancellazione completa del progetto energetico, come richiesto da alcuni legislatori statunitensi.

 

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