Perché gli USA incrementano tensioni con la Russia
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Washington - Perché l'amministrazione Biden ha interesse a incrementare le tensioni colla Russia?
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Gen 30, 2022 06:26 Europe/Rome
  • Perché gli USA incrementano tensioni con la Russia

Washington - Perché l'amministrazione Biden ha interesse a incrementare le tensioni colla Russia?

Al fondo c’è la situazione di crescente debolezza sul piano interno ed internazionale dell’attuale amministrazione statunitense. Dal primo punto di vista è evidente la crescita dell’opposizione anticostituzionale di Trump, che si accompagna al precipitare di Biden nei sondaggi anche per il fallimento dei suoi programmi economici e sociali, ostacolati anche e soprattutto da talune quinte colonne trumpiste all’interno stesso dei ranghi del Partito democratico.

Il declino (non pare opportuno seguire le fini distinzioni di D’Alema che preferisce parlare di “ridimensionamento”) degli Stati Uniti sullo scenario globale è stato squadernato dal ritiro afghano di quest’estate e minaccia seriamente la stessa NATO, un’alleanza della quale in effetti sfugge a quasi tutti la ragione e che comporta, per i Paesi e i popoli europei, solo oneri economici e finanziari crescenti e il perdurare della lamentevole sudditanza politica nei confronti del grande alleato oggi in crisi.

Agitare inesistenti pericoli di guerra costituisce quindi soprattutto uno strumento per ribadire la necessità della NATO e la servitù politica dell’Europa. Le incerte democrazie dell’Est europeo hanno dal canto loro tutto l’interesse a seguire Washington su questo sentiero sdrucciolevole.  Molto meno ne hanno gli stati dell’Europa occidentale, come dimostrato da esitazioni, critiche e tentativi  di proporre soluzioni pacifiche che emanano da Macron e da Scholz. Nel mentre un altro Stato fondatore dell’Unione europea – l’Italia - tace, ribadendo nei fatti il proprio esasperato atlantismo, che ha costituito del resto una, se non la principale, delle ragioni che hanno portato all’insediamento dell’attuale governo Draghi, e che si presenta attualmente come aggravato proprio dalla situazione di latente crisi istituzionale innescata dall’enigma costituito dall’elezione di un degno successore di Sergio Mattarella.

E dire che l’Europa, nel suo complesso, avrebbe tutto l’interesse a riaffermare le ragioni della pace e di una fruttuosa cooperazione con la Russia, da rilanciare, anche con la ripresa degli Accordi di Minsk, chiaramente affossati dall’estrema destra paranazista ucraina, i cui interessi paiono convergere con quelli dell’amministrazione Biden.

Si tratterebbe in buona sostanza di ribadire un deciso No all’accerchiamento della Russia, ponendo rimedio alla violazione degli impegni assunti dai massimi rappresentanti dell’Occidente in occasione della riunificazione tedesca e di rilanciare con Mosca una cooperazione oggi necessaria da tanti punti di vista, non ultimo quello delle forniture energetiche.

Ma l’Europa, come sempre, brilla per la sua assenza e il governo italiano dà un insostituibile contributo a questo nulla assoluto, mentre NATO e Stati Uniti continuano pericolosamente a giocare col fuoco.

 

 

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