La responsabilità della crisi in Europa è degli Usa
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La responsabilità dell'attuale crisi che coinvolge l'Europa?
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Feb 26, 2022 05:46 Europe/Rome
  •  La responsabilità della crisi in Europa è degli Usa

La responsabilità dell'attuale crisi che coinvolge l'Europa?

In primo luogo è degli Stati Uniti o, meglio, di un presidente inadeguato a fronteggiare l'attuale crisi.

Il Presidente Biden, secondo un recente sondaggio pubblicato dal Fox News, ha il consenso – per quanto riguarda la politica estera – del solo il 40% degli americani, mentre complessivamente il suo indice di gradimento nel popolo americano si attesta attorno al 41%.

Sempre secondo Fox News il 62% degli americani disapprova la gestione dell'economia da parte del Presidente Biden e solo il 36% delle persone approva la sua gestione della  crisi Russa.

Il sondaggio a cui viene fatto riferimento è stato condotto dall'1 al 17 febbraio, prima delle più recenti escalation russe in Ucraina.

L'ex ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite, Nikki Haley, ha accusato Biden di "fallire" nella sua risposta all'invasione russa dell'Ucraina, affermando che il presidente non sta riuscendo a fornire un "momento di leadership importante".

Se probabilmente l'attuale presidente statunitense risulta inadeguato per le sfide attuali, dall'altro il predecessore, era un populista pericoloso per la sicurezza mondiale.

Negli ultimi anni gli Stati Uniti non sono stati in grado di esprimere una leadership illuminata e capace.

La inettitudine dei presidenti statunitensi, il vuoto di leadership, l'incapacità della classe dirigente americana di esprimere leader all'altezza delle sfide che ci attendono, sono la causa della crisi che oggi ci coinvolge.

La vicenda dei giorni nostri ricorda, per certi versi, quella dei missili sovietici installati a Cuba negli anni '60.

Per gli Stati Uniti di allora era una questione di sicurezza nazionale evitare che i sovietici installassero missili balistici in prossimità dei propri territori.

Non si comprende come, oggi, si contesti alla Russia del Presidente Putin di ritenere una questione di sicurezza nazionale impedire che in Ucraina siano installate basi militari Nato.

Questa reazione era prevista, doveva essere prevista.

Per tale motivo la promessa fatta all'Ucraina di entrare nella Nato era una falsa promessa, irrealizzabile.

Era evidente che questa forzatura da parte degli Stati Uniti avrebbe costretto la Russia a difendersi.

Si badi, l'invasione Russia è un atto deprecabile e da contestare in modo deciso nella misura in cui ha l'effetto di violare la libertà di autodeterminazione del popolo ucraina.

Personalmente, non ho condiviso il discorso del Presidente Putin nella parte in cui ha affermato che l'Ucraina non è mai esistita, essendo stata null'altro che frutto di una creazione tavolino, di modo da giustificare l'invasione in atto.

Oggi l'Ucraina esiste, è uno stato sovrano, con un governo eletto in forza di elezioni libere e democratiche.

Ma è, altresì, evidente che la Russia agisce per legittima difesa, perchè provocata dagli Stati Uniti che hanno utilizzato l'Ucraina per i propri scopi e, come di recente è spesso accaduto, è stata abbandonata dagli americani.

Fa un po' impressione sentire il Presidente americano affermare che saranno tutelati solo e soltanto i territori appartenenti alla Nato, preciso segnale che l'Ucraina verrà lasciata sola.

Ma in tutto questo, anche i  Paesi Europei hanno delle responsabilità.

I Paesi Europei sono caratterizzati da divisioni che li hanno da sempre caratterizzati tanto da rendere l'Unione Europea un'entità fragile.

Hanno promesso che l'Ucraina sarebbe entrata in Europa. Una promessa lusinghiera che ha illuso l'Ucraina che sarebbe stata protetta ed assistita in caso di crisi.

Ma nessun paese d'Europa, Italia compresa, è disposta a sacrificare non un solo soldato ma, bensì, la bolletta del gas.

L'ipocrisia è tutta qui.

Il problema sembra essere l'aumento della bolletta del gas, se poi ci sono gli sfollati oppure cadono le bombe sulle case dei civili (tanto per ricordare in quelle regioni il conflitto esiste ormai da anni senza che nessun paese europei si sia mai degnato di alzare solo uno dito).

Ormai il danno è fatto. Ma non è irreversibile.

La diplomazia deve avere la forza di mettere un punto fermo, stabilizzare la situazione ed evitare che una implementazione del conflitto sfoci in un vero conflitto armato.

Nei soffrirebbe soltanto la popolazione civile.

Avv. Fabio Loscerbo

Presidente dell'Associazione di Cultura e del Commercio Italo Iraniana di Bologna

www.iiacc.ir

 

 

 

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