Ucraina: Comiso, la sindaca apre gli ex alloggi Nato ai profughi
KIEV (Pars Today Italian) –– I profughi ucraini nell’ex base Nato di Comiso.
È la proposta arrivata da politici locali che il sindaco della città in provincia di Ragusa ha deciso di fare propria, mettendo a disposizione quelli che furono gli alloggi dei militari della Us Navy i quali per oltre un decennio a cavallo tra anni ‘80 e ‘90 hanno vissuto e operato in quei luoghi. La zona è ora in stato di abbandono, a pochi metri dal rinato aeroporto civile di Comiso intitolato a Pio La Torre, il segretario del Pci siciliano ucciso dalla mafia nel 1982 che tanto si era battuto per eliminare dalla Sicilia le basi militari statunitensi. Per otto anni l’ex aeroporto «Vincenzo Magliocco» di Comiso, che durante la Seconda guerra mondiale fu base militare e poi per breve tempo scalo civile, fu uno dei luoghi più presidiati e osteggiati dell’Occidente. Con la sua «area Gama», enormi bunker in cemento armato, e i 112 missili Cruise con testate atomiche stipati al loro interno, quell’area blindata a 5 km dal centro della cittadina del Ragusano rappresentò uno degli avamposti più pericolosi della Guerra fredda. Poi arrivarono gli accordi Usa-Urss e lo smantellamento dei missili nucleari comprese anche quelli di Comiso. La base, dopo che nel marzo del 1991 vide partire l’ultimo di quei micidiali missili, fu lasciata dagli americani che l’avevano abitata in villette unifamiliari tutte uguali, sul lato opposto della ormai cancellata pista dell’ex aeroporto degli anni ‘50, quindi ri-affidata all’Aeronautica italiana e progressivamente abbandonata con il suo grande auditorium, il supermercato, i bar e i ristoranti, l’infermeria, la palazzina comando, tutto quello che un tempo ne faceva una cittadella militare autonoma.Fino alla fine degli anni ‘90, quando durante la guerra nel Kosovo l’allora presidente del Consiglio D’Alema strinse un patto con le amministrazioni comunali di Comiso e Vittoria sui cui territori si sviluppa l’area dell’ex base: accogliete i profughi kosovari nelle villette abbandonate e, al termine della crisi, l’ex base dei Cruise tornerà ad essere un aeroporto civile. Così fu, anche se per vedere atterrare il primo volo di linea bisognerà attendere il 2013. Nel frattempo le «villette degli americani» sono rimaste lì, abbandonate, lasciate ai vandali, depredate. Tornata alla Regione Siciliana la proprietà dell’area, le costruzioni furono quindi cedute al comune di Comiso che in questi anni ha pensato a come utilizzarle, così vicine come sono all’aeroporto civile su cui affacciano. «Non ci sarebbe motivo di non ascoltare questo buon consiglio - ha detto la sindaca di Comiso Maria Rita Schembari - e di non aprire le porte anche agli ucraini, seguendo naturalmente tutti i dovuti passaggi. Mi inorgoglisce sapere che molti miei concittadini e addirittura alcuni albergatori in queste drammatiche ore si sono resi disponibili ad ospitare famiglie ucraine con bambini». Certo, la soluzione sarebbe efficace se le villette fossero immediatamente utilizzabili. Non è così, occorrerebbe una immediata e rapida ristrutturazione. Ma il segnale che si darebbe - ridare ancora una volta, dopo l’ospitalità ai kosovari, un ruolo di pace a un luogo che fu di guerra, e a poche decine di chilometri dalla super attiva base di Sigonella e alle antenne del Muos di Niscemi - sarebbe un segnale che i siciliani, tradizionalmente accoglienti, apprezzerebbero molto.
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