La crisi dell'Ucraina si poteva evitare
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Kiev - L'ex-generale Carlo Landi parla della crisi in corso in Ucraina spiegando che le cause vanno ...
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 14, 2022 03:35 Europe/Rome
  • La crisi dell'Ucraina si poteva evitare

Kiev - L'ex-generale Carlo Landi parla della crisi in corso in Ucraina spiegando che le cause vanno ...

ricercate indietro di almeno 15 anni, sottolineando come in diplomazia l'Europa abbia "guardato troppo all'America", dimenticando di creare un dialogo con i "vicini dell'Est".

L'ex-comandante del Reparto Sperimentale Volo dell'Aeronautica militare Carlo Landi dice che "questa crisi poteva essere certamente evitata", se si fosse agito in tempo, ma bisogna tornare indietro nell'analisi delle premesse di almeno 15 anni.

Landi riporta una valutazione profonda della crisi in corso in occasione di una intervista rilasciata all'AGI, sottolineando il fatto che "i russi non hanno per ora usato la forza aerea", limitando "l'impiego brutale delle loro forze armate perchè sanno di stare in mezzo all'Europa e sono nell'occhio del ciclone".

Fa poi un parallelismo con il conflitto in Siria, dove le tattiche e le tecniche militari sono state del tutto diverse da quanto si vede in campo ora nel Paese ucraino.

Circa poi l'analisi storica delle motivazioni alla base della situazioni di crisi attuale l'ex generale si rifà al 2014, sottolineando come a suo dire, la situazione "era sotto gli occhi di tutti", con l'Europa che "ha fatto finta di non vedere".

Stando alle sue valutazioni, Putin vorrebbe riportare i confini della Federazione russa ai tempi dell'Unione Sovietica, quando vi erano vari stati-cuscinetto intorno alla madrepatria ad impedire l'allargamento della NATO verso est.

"Gli americani sono tranquilli perchè stanno in mezzo a due oceani. Ma cosa succederebbe se la Russia cominciasse a mettere basi missilistiche a Cuba o in Venezuela?", chiede l'ex-generale.

Landi ha una lunga esperienza in campo militare che spazia dal "campo" fino a compiti di carattere diplomatico; per 3 anni è stato addetto alla Difesa presso l'Ambasciata italiana a Vienna con incarico per Slovacchia e Ungheria e Senior Military Advisor per l'Osce.

Proprio quest'ultima aveva provveduto a creare nel 2014 una missione speciale di osservazione nel tentativo di ridurre la pressione, e le vittime, nel territorio del Donbass.

La missione ha fatto ben poco, tra l'acuirsi della tensione e lo stallo diplomatico tra le parti, che hanno poi sfociato nella crisi attuale.

L'ex-generale punta il dito verso l'Europa stessa, colpevole a suo dire di aver trascurato dopo la caduta del Muro di Berlino, il rapportarsi con il vicino dell'est, leggasi Russia, disimparando la diplomazia, e guardando troppo all'America come modello di ispirazione.

"Quanto sta accadendo in questi giorni è un retaggio della 'Guerra Fredda".

Critica poi l'alto rappresentante dell'Unione europea Joesp Borrell, per alcune sue uscite a suo dire "infelici".

"L'Ue fa bene a prendere tempo e a dire no all'ingresso dell'Ucraina nell'Unione. In quel Paese ci sono stati grossi problemi di corruzione che la Ue ha cercato di affrontare e risolvere senza riuscirvi. Diciamo che per entrare nella Ue ci sono regole da rispettare e parametri da osservare".

Conclude il suo intervento sottolineando ulteriormente come, dal canto suo, il presidente ucraino Zelensky "faccia bene chiedere la no-fly zone", cosa che giocherebbe a favore dell'Ucraina, ma "l'istuzione della no-fly zone significherebbe l'entrata in guerra della NATO contro la Federazione russa", elogiando lo stesso presidente Zelensky piuttosto per i segnali di apertura sul Donbass e sulla Crimea.

 

 

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