Amazon vende prodotti con simbolo dei neonazisiti
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Sono ormai ben assodati i rapporti dell’Occidente con reggimenti d’ispirazione neonazisti presenti nelle forze armate ucraine.
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Mar 16, 2022 04:12 Europe/Rome
  • Amazon vende prodotti con simbolo dei neonazisiti

Sono ormai ben assodati i rapporti dell’Occidente con reggimenti d’ispirazione neonazisti presenti nelle forze armate ucraine.

 Secondo quanto emerso, le armi inviate dalla NATO in Ucraina sono finite anche nelle mani di neonazisti, in particolare del famigerato Battaglione Azov. Anche il mainstream sembra ormai riconoscere l’ideologia chiaramente nazista di alcune milizie incorporate nella Guardia Nazionale del paese ucraino, nonostante qualcuno intenda ancora negare l’ovvietà.
La presa di posizione dell’Unione europea, e quindi in automatico dell’Italia, è stata quella di schierarsi senza se e senza ma dalla parte dell’Ucraina. In questo modo, l’Occidente ha tuttavia deciso di sostenere anche queste unità paramilitari, pubblicamente naziste. Inoltre, sul rinomato sito di e-commerce Amazon, è possibile acquistare il merchandising del Battaglione Azov.
Amazon vende prodotti del Battaglione Azov
Il pericolo degli estremismi di destra, del fascismo e, appunto, del nazismo, è stato bellamente sdoganato dall’Occidente nell’arco di qualche settimana. Su Amazon è possibile acquistare toppe, felpe, magliette, tazze che ritraggono il simbolo del battaglione Azov. Lo scudetto del reggimento rappresenta due simboli strettamente correlati all’ideologia nazista: il sole nero e in sovraimpressione la Wolfsangel. A corredare il tutto i colori della bandiera ucraina, il giallo e il blu, con un’onda a rappresentare la seconda tonalità.
Ebrei sostengono gruppi nazisti?
L’idolo dei membri del battaglione è Stepan Bandera, ultranazionalista ucraino collaboratore del Terzo Reich durante la Seconda Guerra Mondiale. Uno dei principali finanziatori di Azov è l’oligarca ebreo Ihor Kolomoyskyi. Lo stesso oligarca che, secondo quanto emerso dai Pandora Papers, avrebbe anche versato circa 40 milioni di dollari nelle casse di Kvartal 95 Studio, società d’intrattenimento televisivo fondata dall’attuale presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, anche quest’ultimo di origine ebraica.
Secondo la Repubblica, la presenza di milizie neonaziste nelle forze armate ucraine è un’accusa “priva di fondamento da sfiorare il ridicolo”. Stando a quanto scrive Enrico Franceschini: “il presidente Zelenskyy è ebreo e vari membri della sua famiglia sono stati sterminati nell’Olocausto”. Si deduce che gli ebrei non possono storicamente intrattenere alcun rapporto con organizzazioni neonaziste, ed effettivamente la questione risulta assurda. Ma sono i fatti a parlare: uno dei maggiori finanziatori del battaglione Azov, Kolomoyskyi è ebreo. Lo stesso presidente Zelenskyy accetta la presenza di queste organizzazioni all’interno della Guardia Nazionale.
Il nazismo è ora accettato dall’Occidente?
E l’influenza estremista affonda le radici nell’infanzia dei bambini ucraini. Nel 2017, The Guardian ha realizzato un reportage sui “campi estivi” organizzati dal battaglione Azov proprio per adolescenti e bambini. Nel corso del loro soggiorno, i giovani vengono educati militarmente a resistere a situazioni di forte stress. Non mancano gli inneggi all’eroe Stepan Bandera, così come le celebrazioni della supremazia ariana sulle altre “razze”. L’Occidente bolla la questione come “propaganda”, ma la verità è che il nazismo in Ucraina è un problema, riconosciuto anche dai crimini di guerra elencati in rapporti delle Nazioni Unite.
A novembre del 2014, l’assemblea generale dell’ONU ha approvato una mozione presentata dalla Russia che ha condannato i tentativi di glorificazione dell’ideologia nazista e la conseguente negazione dei crimini di guerra nazisti, compreso l’Olocausto. 115 i favorevoli, 3 i contrari, 55 gli astenuti. A votare contro: Ucraina, Canada e Stati Uniti. Astenuti invece, i paesi dell’Unione europea, tra questi anche la Germania. Per l’Occidente è tutta una costruzione propagandistica della Russia. La realtà è che il nazismo non è più un male così grande?
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