Nuove manifestazioni contro l'aumento prezzo carburante in Europa
BRUXELLES - La crisi energetica e le proteste che si intensificano in molti paesi europei con i manifestanti che incolpano i propri governi per le conseguenze economiche delle sanzioni imposte alla Russia per via del conflitto in Ucraina.
In Germania gli oppositori dell’industria della difesa e delle forniture di armi, comprese quelle all’Ucraina, hanno organizzato un’azione di più giorni nella città tedesca di Kassel. La polizia ha valutato le loro azioni come aggressive e ha cercato di disperderle usando cartucce di gas e manganelli di gomma. Coinvolto anche un elicottero. Durante gli scontri, diversi agenti di polizia sono rimasti feriti, secondo Deutsche Welle.
I manifestanti hanno colpito gli agenti di polizia con parti della barriera di un cantiere. Uno degli attivisti ha strappato l’elmetto al poliziotto e lo ha lanciato attraverso il cancello. Due persone sono state arrestate e accusate di resistenza alle forze dell’ordine e di aver violato il divieto di coprirsi il viso.
L’iniziatore dell’evento, l’associazione “Disarm Rheinmetall” si oppone all’esportazione di armi da parte dei produttori tedeschi, in particolare in relazione alla guerra in Ucraina. Dopo due giorni i manifestanti si sono ritirati.
Il 4 settembre a Colonia, azioni anti-governative e anti-ucraine: i manifestanti non sono d’accordo con la politica delle autorità a sostegno di Kiev. I manifestanti sono usciti chiedendo “la messa in servizio del gasdotto Nord Stream 2” sventolando bandiere tedesche e russe.
La processione di massa partiva dalla cattedrale di Colonia per le strade della città. Migliaia di persone con bandiere russe e tedesche marciano lungo le strade principali della città al suono dei tamburi in solidarietà con la Russia e condannando la politica del governo di sostenere Kiev.
Inoltre, i manifestanti portano striscioni con gli slogan “Insieme siamo forti!”, “Siamo la resistenza democratica alle politiche disastrose dei vecchi partiti!”, “Nord Stream-2 invece di un supplemento gas!”, “Via con dannose sanzioni”, “Contro l’espansione della Nato ad est!”.
In Repubblica Ceca a Praga il 3 settembre ha avuto luogo una manifestazione dove i partecipanti hanno chiesto alle autorità di introdurre una politica di neutralità e di garantire l’approvvigionamento di gas al Paese dalla Russia.
Stessa linea d’onda a Parigi, Francia, il 4 settembre, azioni antigovernative, i manifestanti hanno chiesto le dimissioni del presidente Macron perché il governo “non pensa al benessere dei suoi cittadini”.
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