L’eredità coloniale di Elisabetta II
LONDRA – Alla morte di Elisabetta II, la neo premier Liz Truss ha definito la regina come una roccia su cui è stata costruita l’Inghilterra, che a suo avviso ...
“è un grande Paese grazie a lei". Ma non sono pochi coloro che non hanno dimenticato il passato coloniale d’Inghilterra sopratutto sotto il regno della regine: la professoressa di università americana Uju Anya ha definito Elisabetta come “il capo monarca di un impero genocida violento di ladri”.
Nel momento della sua scomparsa, Elisabetta II era ancora la regina di 14 paesi oltre a quelli che formano il cosiddetto Regno Unito. Tuttavia, a parte Canada, Australia e Nuova Zelanda, queste nazioni sono soprattutto piccoli residui dell’ex impero nei Caraibi e nel Pacifico meridionale. Tutti gli altri si sono allontanati dalla corona, anche se mantengono un legame privilegiato attraverso il Commonwealth. L'Inghilterra è un Paese che oggi con il prodotto interno lordo di 3 trilioni di dollari diventa la sesta economia mondiale.
Le parole della professoressa dell'università di Carnegie Mellon si riferiscono alle atrocità commesse dagli inglesi in epoca coloniale in Africa. Soprattutto le atrocità in Kenya che sono continuate fino agli anni '60 del secolo scorso. La professoressa Uju Anya ha risposto così a chi la criticava duramente per il duro messaggio: “Se qualcuno si aspetta che esprima tutt'altro che disprezzo per il monarca che ha supervisionato un governo che ha sponsorizzato il genocidio che ha massacrato e spostato metà della mia famiglia e le cui conseguenze coloro che vivono oggi stanno ancora cercando di superare, può continuare a desiderare una stella”.
Solo per fare un piccolo esempio, possiamo citare - nello stesso paese africano di Kenya - il caso delle donne delle comunità pastorali dei Samburu e dei Maasai, nelle province orientali e nella Rift Valley, dove circa 2000 donne raccontarono di essere state violentate durante gli anni della presenza inglese nei loro territori, chiedendo risarcimenti per le atrocità commesse. Trattamenti ancora più feroci vennero inflitti a chi combatteva per l’indipendenza.
La Regina Elisabetta è stata l’incarnazione di un mondo che oramai non esiste più, uno Stato dell’Ottocento che ha mutato dimensioni, regno, fattezze e soprattutto ha visto l’essere umano cambiare quasi antropologicamente nella natura. Ma pur non avendo poteri politici specifici Elisabeth è stata un’abile stratega nel costruire un nuovo modello di consenso verso la Corona inglese, molto attento al ‘sentiment’ delle masse occidentali condizionate dai media.
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