Auto, sanzioni USA contro Pechino, e le batterie cinesi della Tesla?
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WASHINGTON (Pars Today Italian) - Nella settimana che sancisce un altro strappo nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina, ...
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
Ago 17, 2023 02:27 Europe/Rome
  • Auto, sanzioni USA contro Pechino, e le batterie cinesi della Tesla?

WASHINGTON (Pars Today Italian) - Nella settimana che sancisce un altro strappo nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina, ...

con l’annuncio del presidente Joe Biden della firma dell’ordine esecutivo che darà una forte stretta agli investimenti americani in tecnologie critiche per la difesa e la sicurezza nazionale, un’altra supply chain rimane al centro della competizione tra Washington e Pechino.

Attraverso l’Inflation Reduction Act (IRA) passato ormai un anno fa, l’amministrazione americana punta a rilanciare la manifattura statunitense, cercando al contempo di ridurre l’esposizione lungo la filiera da Pechino.

Una manovra a colpi di sussidi e incentivi pubblici, che prevede anche il coinvolgimento di paesi partner come la Corea e il Giappone, nazioni con un importante presenza nel settore delle batterie e dei materiali (seppur anch’essi integrati nella filiera che gravita intorno alle aziende cinesi). Ma non si tratterà di un’operazione semplice, a partire dal livello di integrazione con la Cina del campione americano per eccellenza in questo settore: Tesla.

Una recente analisi, a partire da informazioni pubblicamente disponibili, condotta da Nikkei Asiain in collaborazione con la società giapponese Fronteo, sulla catena di approvvigionamento di Tesla avrebbe rivelato che quasi il 40% dei fornitori dei materiali utilizzati nelle batterie dell’azienda sono aziende cinesi. L’analisi è stata condotta con l’aiuto di un algoritmo di apprendimento automatico per trovare i dati e le parole chiave associate.

Come si legge nel report, tra le informazioni pubbliche (inclusi i bilanci e i comunicati stampa) sono state analizzate 13.428 aziende che si ritiene forniscano materie prime e materiali per la produzione dei veicoli elettrici di Tesla. Il numero include i fornitori “quinari”, che si trovano a cinque livelli superiori della catena di fornitura.

È interessante notare che la Cina è risultata essere il principale fornitore di materiali per le batterie agli ioni di litio utilizzate nei veicoli elettrici di Tesla. Le aziende cinesi contano per il 39% delle 61 aziende elencate nella categoria “batterie di accumulo” del produttore di veicoli elettrici american. Tra queste aziende figurano Ganfeng Lithium, azienda che produce materiali precursori (tra cui l’idrossido di litio) e che detiene importanti asset minerari all’estero, Novoray, che produce composti inorganici, e Zhejiang Huayou Cobalt, che produce cobalto. Il governo cinese detiene quote di Novoray e Huayou Cobalt, con una partecipazione rispettivamente del 9% e del 12%.

È improbabile che la dipendenza di Tesla dalla Cina per le sue batterie possa migliorare nel giro di poco tempo. Ma vi sono alcuni segnali incoraggianti. Dal punto di vista commerciale e della supply chain, l’annuncio di un investimento per costruire, in-house, una raffineria di litio dedicata in Texas è un primo passo per integrare maggiormente il suo business, emulando quanto già stanno facendo molti grandi produttori come Stellantis, General Motors. Dal punto di vista tecnologico, nell’ultimo Investor Day i manager dell’azienda di Musk hanno fatto trapelare i piani di riduzione del consumo di alcuni materiali critici come le terre rare per i magneti nei suoi motori elettrici e il carburo di silicio.

Inoltre, Tesla starebbe pensando di svincolarsi dalle batterie a basso costo provenienti dalla Cina installando una nuova capacità di produzione delle celle di nuova generazione 4680 (basate su catodi NCM 811, nichel-cobalto-manganese) presso le sue gigafactories in Nevada, Fremont e Texas. Questi progetti, tuttavia, non possono essere realizzati da un giorno all’altro.

 

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