La sovranità d'Europa verrà sacrificata per le politiche di Washington?
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Pars Today - L'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea ha definito inaccettabile e una sfida alla sovranità europea la decisione degli Stati Uniti di limitare i viaggi dei funzionari dell'UE negli Stati Uniti.
(last modified 2025-12-27T08:28:19+00:00 )
Dic 27, 2025 09:28 Europe/Rome
  • Kaia Kallas, Alto rappresentante per la politica estera dell'UE
    Kaia Kallas, Alto rappresentante per la politica estera dell'UE

Pars Today - L'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea ha definito inaccettabile e una sfida alla sovranità europea la decisione degli Stati Uniti di limitare i viaggi dei funzionari dell'UE negli Stati Uniti.

Secondo Pars Today, Kaia Kallas, Alto rappresentante per la politica estera dell'UE, ripubblicando su X il post di protesta della Commissione Europea in risposta alla nuova decisione degli Stati Uniti, ha scritto: "La decisione degli Stati Uniti di imporre restrizioni di viaggio a cittadini e funzionari europei è inaccettabile e sfida la nostra sovranità". Ha aggiunto: "L'Europa continuerà a difendere i propri valori, tra cui la libertà di espressione, regole digitali eque e diritto di regolamentare il proprio spazio".

La scorsa settimana, il Dipartimento di Stato americano ha negato i visti a cinque persone, tra cui un ex Commissario UE ed ex regolatore della tecnologia presso la Commissione Europea, per quello che ha definito "tentativi di costringere i proprietari delle piattaforme di social media statunitensi a reprimere le opinioni dissenzienti". La decisione ha irritato gli europei, che l'hanno definita un'umiliazione per i funzionari europei. Washington ha descritto Thierry Breton come la "mente" della legge UE sui servizi digitali, che imporrebbe la moderazione dei contenuti alle aziende di social media. Breton ha risposto criticando Washington, affermando che gli Stati Uniti stanno "cacciando".

La Commissione Europea, sul suo account Twitter ufficiale, ha affermato che la libertà di espressione è "un diritto fondamentale in Europa e un valore condiviso dagli Stati Uniti in tutto il mondo democratico".

Bruxelles ha affermato che è diritto sovrano dell'UE regolamentare il proprio mercato digitale in linea con i propri valori, aggiungendo che le norme dell'UE saranno applicate "in modo equo e senza discriminazioni". La Commissione ha inoltre avvertito che reagirà "rapidamente e con decisione", se necessario, per difendere la propria "autonomia normativa" contro azioni infondate degli Stati Uniti.

Breton, che è stato Commissario per il Mercato Interno sotto la presidenza di Ursula von der Leyen, ha svolto un ruolo chiave nella stesura del Digital Services Act, che responsabilizza le aziende tecnologiche e di social media per i contenuti pubblicati sulle loro piattaforme e prevede sanzioni fino al 6% del fatturato globale annuo di un'azienda. Le regole digitali sono da anni un punto di contesa tra Washington e Bruxelles, con entrambe le parti che si accusano a vicenda di politicizzare normative che, a loro dire, dovrebbero essere semplicemente norme di mercato standard per le aziende che operano nell'UE. Le tensioni sono aumentate da quando la Casa Bianca ha pubblicato un controverso documento sulla strategia di sicurezza nazionale all'inizio di dicembre, avvertendo che l'Europa era sull'orlo del "collasso di civiltà" a meno che non cambiasse radicalmente rotta. In esso, l'amministrazione Trump affermava che l'Europa stava annegando in "regolamentazioni e censure illegali ed eccessive". Il governo degli Stati Uniti, e Donald Trump in particolare, ha ripetutamente criticato il fatto che individui e gruppi di estrema destra siano meno autorizzati a promuovere idee razziste sui social media europei. Questo approccio si basava su un discorso del vicepresidente statunitense J.D. Vance alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, in cui sosteneva che la maggiore minaccia per l'UE erano "le sue stesse leggi interne". Ha definito i commissari europei "commissari" e ha affermato che la questione delle "interferenze straniere" era una scusa per la censura. L'UE respinge queste affermazioni. Diversi politici europei, spiegando l'approccio di Trump, affermano che quando afferma che non c'è libertà di espressione in diversi paesi europei, intende dire che non danno lo stesso spazio ai gruppi di estrema destra e ai razzisti.

Sebbene le relazioni euro-americane si siano basate sulla cooperazione in materia di sicurezza, economia e politica dopo la Seconda Guerra Mondiale e poi nel periodo successivo alla Guerra Fredda, negli ultimi anni le controversie su questioni come sanzioni, tecnologie digitali e politiche energetiche hanno sollevato seri interrogativi sulla portata dell'indipendenza dell'Europa da Washington. Le recenti critiche agli Stati Uniti da parte di Kaia Kallas, l'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea, dopo che Washington ha imposto sanzioni a cinque funzionari europei sono un chiaro esempio di queste preoccupazioni. Kallas ha sottolineato che l'Europa dovrebbe essere riconosciuta come "l'essenza della libertà" e che le critiche americane non dovrebbero essere rivolte a Bruxelles, ma a paesi come la Russia. Le critiche di Kallas possono essere viste come un segno degli sforzi dell'Europa per ricostruire la propria identità indipendente. Sebbene gli Stati Uniti rimarranno il principale alleato dell'Europa, il perdurare delle politiche sanzionatorie e delle pressioni di Washington potrebbe indurre l'Europa a riconsiderare le sue relazioni transatlantiche.

Le ragioni di questa situazione possono essere analizzate in diversi ambiti:

In primo luogo, la dipendenza dell'Europa dagli Stati Uniti attraverso la NATO in materia di sicurezza ha portato Washington a svolgere un ruolo decisivo in molte delle decisioni strategiche europee e, allo stesso tempo, a esercitare pressioni sugli europei affinché impongano le proprie richieste. In secondo luogo, la pressione economica e le sanzioni unilaterali degli Stati Uniti contro i paesi europei e persino contro singoli individui hanno messo in discussione l'indipendenza della politica estera dell'Unione Europea. In terzo luogo, nel campo della tecnologia e dello spazio digitale, l'Europa sta cercando di frenare le aziende americane con leggi severe come il "Digital Services Act", ma la reazione di Washington a queste misure dimostra che gli Stati Uniti non sono disposti a perdere facilmente la propria influenza.

Anche le conseguenze di questo andamento sono significative. Se l'Europa non riesce a bilanciare i propri interessi con le pressioni di Washington, rischia di minare la propria sovranità politica ed economica. Ciò potrebbe portare a un divario crescente tra i paesi europei; alcuni paesi, soprattutto nell'Europa orientale, continuano a insistere su un'alleanza con gli Stati Uniti, mentre altri cercano una maggiore indipendenza. Tali tensioni potrebbero anche portare l'Europa ad avvicinarsi ad altre potenze, come la Cina, o persino a tentare di ridefinire le proprie relazioni con la Russia. La domanda chiave è se l'Europa sarà in grado di bilanciare l'esigenza di sicurezza sotto l'egida americana con la necessità di mantenere la propria indipendenza politica ed economica.