Ondata globale su internet contro «l'insabbiamento» dei media americani
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Pars Today - La reazione acuta e ampiamente visualizzata di David Miller, rinomato sociologo britannico, al tentativo dei media americani di normalizzare l'attacco all'Iran ha scatenato un'ondata di reazioni diffuse sui social network.
(last modified 2026-05-09T16:42:16+00:00 )
May 09, 2026 12:13 Europe/Rome
  • David Miller, sociologo britannico, pubblica un post su X sull'«insabbiamento» dei media americani
    David Miller, sociologo britannico, pubblica un post su X sull'«insabbiamento» dei media americani

Pars Today - La reazione acuta e ampiamente visualizzata di David Miller, rinomato sociologo britannico, al tentativo dei media americani di normalizzare l'attacco all'Iran ha scatenato un'ondata di reazioni diffuse sui social network.

In seguito all'aggressione militare statunitense contro i porti di Qeshm e Bandar Abbas nel sud dell'Iran, la pubblicazione di un post di David Miller, rinomato sociologo britannico, su X, diventato rapidamente uno degli argomenti più discussi nel cyberspazio, ha rivelato la doppia politica e l'inganno dei media statunitensi.

In risposta all'affermazione della giornalista di Fox News Jennifer Griffin, secondo cui gli attacchi militari statunitensi «non costituiscono una violazione del cessate il fuoco né una ripresa della guerra», l'eminente sociologo britannico ha descritto questo tipo di narrazione come un tentativo sistematico di «insabbiare» i crimini degli Stati Uniti.

Miller ha scritto con ironia nel suo post: «Come se la violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti, con l'attacco all'Iran, non fosse una violazione del cessate il fuoco. Proprio come la distruzione diffusa di case e gli attacchi mirati da parte dei suprematisti sionisti in Libano sono considerati difesa!», sottolineando esplicitamente che le lobby suprematiste influenzano persino i testi delle notizie e i messaggi ufficiali a Washington.

Questa reazione, ampiamente accolta con favore da utenti e attivisti dei media sui social network, ha riportato ancora una volta l'attenzione del pubblico sulla profonda influenza della lobby sionista nei principali media occidentali.

Gli analisti del cyberspazio ritengono che questa quantità ingente di feedback indichi una crescente consapevolezza pubblica della "linguaggio ingannevole" utilizzato per giustificare l'aggressione militare e le violazioni dei trattati internazionali.