Germania: la crisi economica dei migranti
BERLINO (Pars Today Italian) - Il dibattito tra le forze politiche tedesche in merito alla risposta adeguata alla crisi dei migranti è stato segnato per mesi da un disaccordo tagliente, e ancora oggi le opinioni divergono significativamente.
I rappresentanti di tutte le parti sostengono che il cancelliere tedesco, Angela Merkel, abbia afferrato il messaggio, e che sarà necessario fornire “un mare di soldi per la politica di sviluppo e accoglienza”. I fondi destinati a questa voce di spesa sono aumentati nel corso della legislatura, da 6,3 miliardi di euro nel 2013 a quasi 7,5 miliardi di quest'anno; un ulteriore incremento di 500 milioni di euro è previsto per il prossimo. Il ministero dell’Economia ha annunciato lo stanziamento di 3 miliardi di euro quest'anno e il prossimo specificamente per la crisi dei migranti e le conseguenze delle guerre. Similmente le crisi e le loro conseguenze si riflettono nel bilancio del ministero degli Esteri federale, che è cresciuto negli ultimi tre anni da circa 3,5 a quasi 5 miliardi di euro; oltre la metà del denaro viene utilizzato direttamente per la garanzia della pace e della stabilità. Il Ministero ha inoltre impiegato, fra il 2015 ed il 2016, centinaia di milioni euro nella ricostruzione delle città e delle regioni che sono state riconquistate dalla coalizione contro Daesh ( Isis ) in Iraq. Sono aumentati i fondi tedeschi anche per cibo, istruzione e stabilizzazione in Siria e Iraq. Queste voci vengono però giudicate ancora insufficienti, in un bilancio federale complessivo che quest'anno ammonta a 317 miliardi di euro. Le stime però non includono le voci strettamente legate alla Difesa, il cui bilancio è aumentato a sua volta negli ultimi tre anni di 1 miliardo di euro, almeno la metà del quale per insediamenti, che dovrebbero stabilizzare la situazione nel Mali, nel Nord dell'Iraq e Afghanistan, al di fuori quindi da scenari di guerra.