Francia, parte processo a Christine Lagarde: rischia un anno
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PARIGI (Pars Today Italian) – Parte in Francia il processo al numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde.
(last modified 2024-11-17T06:24:12+00:00 )
Dic 12, 2016 18:20 Europe/Rome
  • Francia, parte processo a Christine Lagarde: rischia un anno

PARIGI (Pars Today Italian) – Parte in Francia il processo al numero uno del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde.

Il Tribunale dei ministri dovra' pronunciarsi su fatti risalenti a circa dieci anni fa, che riguardano presunte "negligenze" dell'allora ministro delle Finanze francese su un risarcimento pagato all'imprenditore Bernarde Tapie, che poteva essere evitato. Lagarde nega le accuse e sostiene di aver agito nell'"interesse dello stato". Il processo durera' fino al 20 dicembre. Se prevarra' una sentenza di colpevolezza Lagarde rischia fino a un anno di prigione e 15.000 euro di multa. A giudicarla sara' la Corte di Giustizia della Repubblica, un tribunale speciale con sede a Parigi che si occupa dei casi di infrazione commessi dai ministri. Il processo rischia di danneggiare gravemente la carriera della 60enne ex ministro delle Finanze, considerata una delle donne piu' potenti del globo. Il caso Tapie e' una lunga contesa legale. Tapie e' un ex ministro delle citta' tra il 1992 e il 1993, durante la presidenza di Francois Mitterand ed ex propietario della squadra di calcio del Marsiglie. Nel 1990 Tapie compro' dalla famiglia Dassler il 95% della Adidas, che era in difficolta' economiche. Tapie rimise in piedi l'azienda e nel 1993, diventato ministro, venne invitato a vendere la Adidas per evitare conflitti di interesse. Lui affido' la cessione della sua quota, scesa al 78%, al Credit Lyonnais, che vendette la societa' per 315,5 milioni di euro a una cordata in cui era presente una controllata della banca e poi la rivendette ancora per 701 milioni. Tapie contesto' l'operazione e fece ricorso. Nel frattempo la banca e' fallita ed e' stata rilevata da una struttura pubblica, il CDR, che Tapie ha porta in Tribunale per il risarcimento. La vertenza giudiziaria e' durata dieci anni, nel 2005 la Corte d'Appello ha condannato lo Stato a pagare un risarcimento di 135 milioni di euro, nel 2006 la Corte di Cassazione ha ribaltato la sentenza. Tapie allora propose un arbitrato, cioe' di portare la vicenda davanti a un tribunale di giudici indipendenti e l'allora ministro delle Finanze Lagarde nel 2007 ha accettato di la proposta, benche' le cause per arbitrato siano rare in Francia. Nel 2008 la Corte arbitrale deciso che il CDR cioe' lo stato pagasse 405 milioni di euro a Tapie. La decisione della Lagarde di accettare subi' forti critiche. Nel 2011 un gruppo di deputati chiese alla Corte dei Giustizia della Repubblica di verificare il comportamento del ministro. Successivamente la Procura di Parigi ha indagato Tapie per frode e alla fine del 2015 la Corte di Appello ha condannato la societa' di Tapie a pagare 404 milioni di euro per l'arbitrato del 2008. Lagarde, nel frattempo, aveva dichiarato sotto giuramento di aver agito di propria iniziativa, il che ha di fatto consentito a Sarkozy di evitare ogni coinvolgimento. I guai legali di Lagarde non le avevano impedito di conquistare lo scorso febbraio un nuovo mandato alla guida dell'istituto di Washington, che le ha confermato la fiducia