Italia: G7, un’insulsa passerella per i “grandi”
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TOARMINA- Il G7 di Taormina è stato un evento “pompato” all’inverosimile dai media, quasi che da esso dipendessero i destini del mondo;
(last modified 2024-11-17T02:54:12+00:00 )
May 28, 2017 05:29 Europe/Rome
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TOARMINA- Il G7 di Taormina è stato un evento “pompato” all’inverosimile dai media, quasi che da esso dipendessero i destini del mondo;

nella realtà si tratta di una riunione informale fra alcune delle potenze mondiali in disaccordo su tutto (e per inciso, mancano Cina, Russia, India e via discorrendo), chiaro retaggio di un’anacronistica visione che vedrebbe l’Occidente ancora al centro del globo.

In ogni caso è un summit che non decide nulla, salvo partorire i soliti documenti che quanto a impegni valgono poco più della carta su cui sono vergati. A una cosa sola serve, a fare passerella, a incontrarsi in una sorta di club esclusivo, un po’ retrò e in rapida decadenza, per abbozzare semmai i discorsi seri dietro le quinte (vedi l’incontro al margine fra Shinzo Abe e Trump sul dossier nordcoreano).

I temi che figurano sul tappeto del G7 di Taormina sono tanti, certamente troppi per essere affrontati con un minimo di serietà: immigrazione, clima, terrorismo, commercio a cui si sono aggiunti inevitabilmente i rapporti con Mosca e le relative sanzioni per l’Ucraina, e la crisi siriana.

In buona parte, le rare volte che qualcuno ha tentato d’uscire dalla stucchevole genericità, è stato un dialogo fra sordi in cui ha contato, e tanto, il peso politico del Paese, come ha dovuto sperimentare il padrone di casa, Gentiloni, che si è visto stoppare dall’entourage di Trump il tentativo di porre l’enfasi sul problema dei migranti.

Anche sul clima al G7 i Taormina è stato un nulla di fatto: malgrado le pressioni, il Presidente Usa ha rinviato la decisione in merito alla rottura degli Accordi di Parigi sottoscritti da Obama nel 2015, ma anche questo è solo aria fritta perché nella sostanza li ha già stracciati, facendo a pezzi la precedente normativa ambientale costruita al prezzo di decenni di battaglie, per la felicità delle industrie petrolifere ed estrattive.

Neanche in tema di commercio si è concluso nulla; si è giunti al paradosso di Trump e Theresa May che sostenevano un ritorno più o meno velato al protezionismo e l’Europa, leggi Germania e in subordine l’Italia, a sbracciarsi per il libero mercato per favorire le proprie esportazioni. Ma in ogni caso si è trattato di discorsi inutili quanto velleitari perché al tavolo mancava la Cina, ovvero la potenza che, per i propri interessi, è divenuta la paladina della globalizzazione buttandovi sopra tutto il suo peso.

Solo sul terrorismo c’è stata una sintonia, quanto meno di facciata, a causa dell’attentato di Manchester (proprio per la pesante situazione in Inghilterra la Premier inglese si è trattenuta solo venerdì); ma s’è trattato d’una dichiarazione di massima, null’altro; in pratica un’espressione di solidarietà al Regno Unito, niente che somigliasse a un serio confronto sul fenomeno.

In margine al G7 di Taormina, il polacco Tusk, presente insieme a Juncker in rappresentanza della Ue, non ha fatto mancare la solita tirata contro la Russia e per il mantenimento delle sanzioni; si è parlato inoltre della Siria, ma nella solita maniera stucchevole quanto generica; unica notazione fatta, ma talmente ovvia da poter essere taciuta, la necessità di un coinvolgimento del Cremlino per risolvere il conflitto. Anche in questo caso argomenti inutili, vista l’assenza di Mosca.

D’altronde, esclusa l’inossidabile Cancelliera al 12° G7, molti degli altri leader erano agli esordi (Trump, Theresa May, Macron e lo stesso Gentiloni) e di “chimica” fra di loro ce n’era assai poca: la Premier inglese furibonda col Presidente Usa per le indiscrezioni dell’Intelligence americana sull’attentato di Manchester, gelo della Merkel per le battute di Trump sui Tedeschi “cattivi”, e così via.

Sia come sia, dopo una serata passata fra concerti e cene, il sabato del G7 di Taormina è destinato a trascorrere fra cerimonie, qualche altro dialogo e le immancabili conferenze stampa sul nulla. A ravvivare la giornata potrebbe pensarci la manifestazione “no summit” che si terrà in una Giardini Naxos blindata, con un corteo che si muoverà per le strade della cittadina ai piedi di Taormina a cui parteciperanno centri sociali, No Muos ed altre organizzazioni per protestare contro il G7 e le politiche espresse dai Governi presenti.

Sabato sera calerà il sipario sul G7 di Taormina, e si concluderà la passerella senza che sia stato nemmeno sfiorato uno dei tanti, tantissimi problemi presenti sulla scena internazionale; già lo sappiamo, gli unici a suonare la grancassa per quello che è un inutile, un colossale flop saranno le autorità italiane: Presidente, Capo del Governo e Ministri e giù fino all’ultimo dei consiglieri comunali, tutti a rallegrarsi per la comparsata. Tutti a rallegrarsi del nulla, come sempre.

di Salvo Ardizzone

Il Faro Sul Mondo