L’eredità dell’Imam Khomeini nella guida dell’Imam Khamenei
Quello che segue è il testo adattato della relazione dell’Hujjatulislam A. Emami in occasione del convegno sull’Imam Khomeini organizzato dal Centro studi Dimore della Sapienza (Roma, 4 giugno 2016)
Col nome di Dio Clemente e Misericordioso
La Rivoluzione dell’Iran: rivoluzione o riforma?
Quando si asserisce che le riforme, al contrario delle rivoluzioni, avvengono senza violenza e perdite umane, non si afferma qualcosa di preciso.
Se un gruppo di stranieri invade un territorio, vincendo con la forza le popolazioni locali, e in seguito il nuovo governo formato da questo gruppo di immigrati attua delle riforme con le quali milioni di Pellirosse, i veri proprietari di quella terra, vengono uccisi, queste sanguinose riforme non sono forse avvenute nel contesto legale di un ordinamento statuale?
Quindi a volte le riforme possono portare ai più violenti e sanguinosi crimini della storia. In realtà, alcune riforme che avvengono nel contesto di un ordinamento politico sono come colpi di Stato sanguinosi e violenti del governo contro il popolo.
D’altra parte, a volte una rivoluzione porta a un cambiamento radicale ed ampio, senza essere caratterizzata da violenza e perdite umane. La Rivoluzione islamica dell’Iran, nonostante più di ogni altra rivoluzione avesse corso il rischio di diventare violenta, grazie alla guida divina dell’imam Khomeini si rivelò una rivoluzione pacifica.
Le circostanze della vittoria della Rivoluzione islamica dell’Iran
Dall’imamato del profeta Gesù (a) fino all’imamato del Sigillo dei Profeti (s), quasi tutti i governi e le autorità sono stati privi dell’idoneità necessaria a governare.
Dopo il governo del Profeta Muhammad (s), solo per un periodo molto breve governò un individuo capace.
Tranne questi casi, indicibile fu l’oppressione esercitata sulla terra a nome della religione; per esempio, alcuni che si dichiaravano musulmani attaccarono la Famiglia del Profeta (a) ed uccisero il nipote del Profeta a Karbala.
Questi stessi individui che si dichiaravano rappresentanti dell’Islam, attaccarono l’Europa in nome della religione; è probabile che l’Islam puro fosse contrario a questa invasione, ragion per cui furono preliminarmente eliminati i rappresentanti di questo Islam.
Una situazione simile si è verificata anche per il cristianesimo: alcuni uccidevano in nome della religione, disonorandola.
Ciò, dopo il Rinascimento, indusse gli intellettuali dell’epoca dell’Illuminismo a presentare il Medioevo come un periodo del tutto negativo, cosicché molti in Occidente lo considerano ancor oggi come un periodo di tenebre e considerano il governo religioso come il fuoco dell’inferno, mentre il secolarismo è la norma per eccellenza e il paradiso della politica.
È invece necessario distinguere tra l’ordinamento politico giustificato in nome della religione e il governo religioso, così come è necessario distinguere tra governo esercitato in nome dell’uomo e governo esercitato dall’essere umano; non si può affermare che, siccome alcuni individui hanno oppresso, allora nessun altro essere umano è adatto a governare.
Era ormai passato molto tempo dalla prescrizione di Machiavelli, che comunque coincideva col metodo sempre utilizzato dai governanti non investiti da Dio, e che aveva portato a sacrificare la morale in nome della politica.
La prima ondata di secolarismo portò a dividere la politica dalla religione; la seconda separò dalla religione tutte le questioni culturali, economiche e morali (tra cui quella sessuale); la terza ondata porta ora la religione ad essere manovrata dalla politica.
In altre parole: prima la politica era al servizio della religione, in seguito la politica si è separata dalla religione, poi anche gli altri ambiti sono stati separati dalla religione ed infine si sostiene che anche ciò che rimane della religione o non debba esistere o debba essere al servizio della politica.
Prima della Rivoluzione islamica dell’Iran queste tre ondate avevano avuto luogo in Occidente e in parte anche in Oriente.
Il dominio dei mezzi di comunicazione di massa, come la radio, la televisione e i giornali, ha notevolmente contribuito a realizzare questo stato di cose. Anche il nuovo sistema d’istruzione, ossia le scuole secolari, ha contribuito a consolidare queste idee.
Il modernismo, risultato di tutti i cambiamenti avvenuti durante il Rinascimento, ha dispiegato tutto il suo potere industriale e lo ha presentato come il risultato della protesta nei confronti della religione.
Tutto ciò contribuì al libertinismo sessuale, alla corruzione, alla volontà di cancellare i valori religiosi e di sostituirli con quelli satanici, ridenominati “valori umani”.
Molti individui si unirono contro il capitalismo sotto la bandiera del potere socialista; in meno di un secolo, questa forza conquistò metà della popolazione e dei paesi del mondo.
Il popolo iraniano da una parte era oppresso dallo Scià, alleato dell’Occidente, e dall’altro era attratto dal pensiero socialista. Il regime dello Scià, con le possibilità che gli derivavano dalle ricchezze del Paese, era la postazione principale ed il più importante alleato degli Stati Uniti e dell’Occidente in Asia e reprimeva tutte le iniziative che potessero favorire gli interessi dell’Iran e contrastassero con quelli occidentali.
I sapienti sciiti non avevano avuto alcuna esperienza di governo nei secoli precedenti e il regime dello Scià aveva mandato in esilio in altri Paesi la guida stessa della Rivoluzione.
Gli individui importanti e influenti della Rivoluzione erano stati riconosciuti, si trovavano in prigione e venivano torturati; alcuni furono uccisi. Nemmeno il popolo veniva lasciato in pace dal regime dello Scià.
Queste erano le condizioni più difficili in cui potesse avvenire una rivoluzione religiosa islamica, una rivoluzione che peraltro aveva come proprio motto l’indipendenza dai due poli che dominavano il mondo a quel tempo, dichiarando l’indipendenza assoluta nelle decisioni politiche.
Tutti questi ostacoli avrebbero potuto impedire la realizzazione di questo movimento vasto, profondo, pacifico, indipendente, duraturo e basato su valori morali, umani ed etici.
L’Imam Khomeini era uno spirituale, uno gnostico che non aveva appreso le scienze politiche e strategiche in alcuna università.
Egli trascorse quindici anni in esilio, non aveva esperienza pratica di politica, ed era impegnato ad insegnare presso il seminario religioso.
Quale genialità, perspicacia e fede portarono quest’uomo a intraprendere, nelle più difficili circostanze della storia, la più grande rivoluzione della storia dell’umanità e, nonostante la censura esercitata dai mezzi di comunicazione di massa, ad essere una delle più importanti figure del Ventesimo secolo, oggetto di analisi dei più importanti centri di studi strategici? E chi è la figura importante del Ventunesimo secolo?
Egli edificò il popolo, i sapienti e le istituzioni, fece una rivoluzione, amministrò un paese e uno Stato, riuscì a controllare le piccole insurrezioni che avvenivano su incitamento esterno, diresse contro l’Iraq una guerra che, imposta all’Iran, durò otto anni. Egli inoltre aiutò gli strati più bisognosi della popolazione.
L’Imam fece fronte all’ondata migratoria di milioni di Afghani in un periodo di guerra e sanzioni. Riuscì a istruire un movimento come quello di Hezbullah in Libano, fece della rivoluzione un movimento del popolo, includendolo nel sistema della repubblica, nella costituzione e nel sistema elettorale. Dichiarò inoltre che avrebbe appoggiato qualsiasi movimento nel mondo, musulmano o non, che cercasse la libertà.
Questo fenomeno quasi miracoloso fu casuale e spontaneo? Vi fu chi dovette cambiare la sua teoria sulle rivoluzioni quando analizzò la Rivoluzione islamica dell’Iran.
Tutto avvenne in modo sorprendentemente pacifico e con la minima perdita di vite umane.
Un grande architetto progettò l’edificio, con una spesa minima, ma col massimo della magnificenza e solidità. Chi fu costui? Fu il rappresentante dell’Imam del Tempo (aj), il Wali al-Faqih, l’Imam Khomeini.
L’Imam Khamenei continua la strada dell’Imam Khomeini
Forse il compito più difficile dell’Imam Khomeini fu quello di educare un uomo che dopo di lui potesse preservare la Rivoluzione in tutta la sua grandezza, che la sviluppasse e fornisse un esempio pratico per le nazioni musulmane e libere.
Quest’uomo ha guidato la rivoluzione per più di tre decenni, in un modo che viene descritto così da Condoleezza Rice: “La guida dell’Iran può neutralizzare con un discorso di un’ora i piani studiati dalle menti migliori, anche se messi in atto da gente esperta che dispone di grandi possibilità economiche per un lungo periodo”.
In un articolo dell’istituto americano Carnegie, l’autore, ostile all’Iran e all’ayatollah Khamenei, così descrive la figura di quest’ultimo: “Forse per le questioni odierne non esiste al mondo una guida migliore dell’ayatollah Khamenei, che tuttavia è rimasto uno sconosciuto”.
Per far comprendere il rango di questa guida ineguagliabile, farò riferimento a un esempio chiaro e reale, che mostri come l’Imam Khamenei ha fatto dell’Iran, già schiavo di alcuni paesi occidentali, un nobile rivale delle superpotenze mondiali.
In primo luogo è necessario precisare che il criterio per valutare la potenza di un paese non si basa in particolare sul potere militare e gli strumenti militari.
In base ai criteri ufficiali di definizione del potere, l’Iran è considerato una potenza regionale. Alla potenza segue di grado una grande potenza e in seguito la superpotenza; ciò in base a criteri realistici, quali la potenza militare e gli strumenti militari a disposizione.
Tuttavia io voglio dimostrare che l’Iran, in base ai criteri decisivi e grazie alla presenza benedetta dell’Imam Khamenei, è la miglior potenza del mondo.
I criteri principali di potenza a cui faccio riferimento sono quelli della perspicacia e della conoscenza, della fede in Dio e nel Giorno del Giudizio, del porsi al servizio del popolo. L’insieme di questi fattori crea una grande potenza.
Nemmeno il metodo per esercitare questo potere è militare. È per questo che anche il miracolo del Profeta dell’Islam fu un libro, non altro. Ciò è presente anche nel metodo utilizzato dall’imam Khamenei: egli ha recentemente fatto riferimento al concetto di jihad maggiore.
Jihad kabir significa sforzo per approfondire le conoscenze in base al Corano e alle scienze veridiche, senza mai andare verso una guerra armata. A tal fine egli ha scritto due lettere ai giovani occidentali.
Oltre alle due lettere che l’imam Khamenei ha scritto ai giovani in Occidente, i progressi realizzati in Iran costituiscono un modello pratico e chiaro per tutte le nazioni e i movimenti.
L’Imam Khamenei ha spronato il progresso scientifico dell’Iran sotto le sanzioni e ciò ha portato l’Iran a una velocità di crescita scientifica undici volte superiore alla media mondiale. Dalla nanotecnologia all’utilizzo pacifico dell’energia nucleare, all’essere vivente mandato nello spazio, e infine all’essere un sostegno per le nazioni e gli stati oppressi del mondo.
L’Imam Khamenei, durante il periodo in cui vigevano le sanzioni, politiche ed economiche, da parte di alcuni stati occidentali, è sempre stato una speranza per gli Stati e i movimenti liberi con la sua politica nobile ed etica, umana e religiosa.
Per dimostrare che la grandezza della guida dell’Imam Khamenei non è una pretesa e per farlo conoscere meglio, propongo un semplice confronto.
La differenza tra il destino dell’Ucraina appoggiata dalla Russia e la Siria appoggiata dall’Iran
In Ucraina vi era un governo legittimo, scelto dal popolo col voto della maggioranza in elezioni volute dall’ala rivale.
Dopo uno o due anni di governo filorusso, l’ala rivale, su incitamento di alcuni paesi occidentali, diede il via a moti di piazza, riuscendo in breve tempo a far cadere il governo filorusso, in un paese considerato protettorato della Russia. Nonostante la sua potenza e la sua influenza, quest’ultima non riuscì a difendere il governo legittimo e l’Ucraina cadde nelle mani dei rivali occidentali della Russia e nelle mani della Nato.
Tutto questo benché le elezioni avessero dimostrato l’orientamento filorusso della popolazione.
Confrontate ciò con la situazione in Siria: in primo luogo, in Ucraina vi era un rivale, in Siria un nemico temibile ed accanito.
In Ucraina si è ribellata solo una parte della popolazione, incitata da alcuni Stati occidentali, mentre in Siria, oltre ad una minoranza della popolazione, sono stati mandati anche mercenari da paesi stranieri. In terzo luogo, in Ucraina la ribellione fu per lo più non armata, mentre in Siria sono stati messi a disposizione dei terroristi i più sofisticati armamenti.
In Ucraina ad appoggiare il governo legittimo era la Russia, una grande potenza o superpotenza militare, mentre in Siria era l’Iran, che da molti non è considerato una grande potenza, ma solo una potenza regionale (anche se questa opinione, come vedremo, è sbagliata).
La Russia confina con l’Ucraina; quest’ultima ne ha fatto parte per molto tempo. La Siria non confina con l’Iran e nemmeno ne ha mai fatto parte.
I terroristi in Siria in questi cinque anni sono riusciti a conquistare molte zone con atti terroristici e crimini contro l’umanità, ed hanno usato armi chimiche, tutto ciò con l’appoggio di Stati confinanti membri della Nato, di alcuni paesi arabi e alcuni Stati occidentali; se la medesima guerra fosse avvenuta in un altro paese arabo o anche occidentale, quel paese avrebbe fatto la fine dell’Ucraina. Sottoposta ad attacchi di questo tipo, senza dubbio anche l’Ucraina avrebbe ceduto dopo una settimana.
Invece durante questo periodo non solo l’esercito siriano non si è indebolito, ma fa ora parte degli eserciti arabi forti. Inoltre la Siria, invece di imporre restrizioni a causa della guerra civile, si è aperta di più in senso democratico, dialogando con gli oppositori, molti dei quali sono tornati ad essere leali nei confronti del paese.
Secondo voi, quale fattore ha permesso che la Siria non facesse la stessa fine dell’Ucraina in questa guerra per procura, sostenuta da alcuni paesi arabi ed occidentali, nonché dal regime sionista?
Senza dubbio l’appoggio dell’Iran ha avuto il ruolo più influente. E’ stato l’Iran a coinvolgere la Russia nell’appoggio alla resistenza e, durante il periodo in cui la Russia non era ancora intervenuta, è stato grazie all’appoggio dell’esercito e del popolo iraniano che la Siria non si è arresa ed ha ottenuto dei successi.
La stessa cosa è successa anche in Iraq e anche nello Yemen. Sicuramente lo Yemen vincerà e l’Arabia Saudita e i suoi alleati nella regione e in Occidente subiranno una sconfitta.
Senza prendere in considerazione ciò che dicono gli analisti e i mezzi di comunicazione di massa occidentali, dite voi: è più forte l’Iran o la Russia? L’Iran o l’Occidente?
La via per liberare il mondo dall’oppressione consiste nello svegliarsi e rifugiarsi nella resistenza nobile, pacifica, morale e religiosa guidata dall’Imam Khamenei. Questa questione non dipende dall’analisi, dalle congetture e dalla propaganda dei mezzi di comunicazione di massa. Io vi ho parlato degli avvenimenti strategici che sono successi e succedono veramente nel mondo.
Questa guida è il più grande patrimonio dell’umanità nella nostra epoca. Kofi Annan espresse un’opinione molto interessante confrontando l’Imam Khamenei con personaggi come Jacques Chirac e Helmut Kohl.
Infine riporto ciò che disse Putin riguardo all’Imam Khamenei durante una sua visita in Iran. Putin disse che gli era sembrato di aver incontrato Gesù e che era rimasto profondamente colpito dalla sua spiritualità. Queste furono le parole del presidente di un importante Stato del mondo, che si aggiungono a quelle già citate di Condoleezza Rice e dell’articolista dell’Istituto Carnegie.
Fonte: islampoliticadiritto.wordpress.com