Iran: è fallita la cospirazione
TEHRAN - Una folla oceanica è scesa domenica nelle strade di Tehran per denunciare atti di vandalismo e profanazione delle sacralità islamiche da parte dei ...
facinorosi sostenuti da Occidente, la scorsa settimana in seguito al caso di Mahsa Amini, giovane donna, deceduta ad un ospedale della capitale, dove era stata ricoverata dopo che era stata colpita da un malore mentre si trovava in uno degli uffici della polizia morale.
Subito dopo il tragico incidente, il presidente iraniano Ebrahim Raisi al suo ritorno da Samarcanda, dove ha siglato l'accordo dell'adesione dell'Iran all'organizzazione di cooperazione di Shanghai, ha chiamato i genitori di Mahsa, per porgere le sue condoglianze annunciando loro dell'apertura di una indagine per “la tragica morte di Mahsa, che era come le nostre figlie.
Ieri a Tehran e in tutte le altre città del Paese, i dimostranti hanno scandito slogan in forte condanna degli atti malvagi commessi da un pugno di mercenari al servizio di nemici stranieri, che hanno dato fuoco al Sacro Corano, alle moschee e alle bandiere nazionali e hanno rimosso con la forza il velo alle donne nelle strade.
La grande mobilitazione di ieri, battezzata "l'Ummah del Rasul Allah" (SAW), la nazione del (ultimo) Messaggero di Dio, in occasione dell'anniversario della dipartita dello stesso Profeta dell'Islam Muhammad (SAW), era un appello ai cosiddetti rivoltosi sostenuti dall'estero, gli Stati Uniti e Israele, nonché il gruppo terroristico anti-iraniano Mujahedin-e-Khalq Organization (MKO). Hanno anche annunciato il loro incrollabile sostegno alle forze di polizia e le misure che hanno adottato per riportare la calma in tutto il paese dopo giorni di violenti disordini. Hanno offerto fiori agli agenti di polizia lungo il percorso della manifestazione. Il portavoce del governo iraniano Ali Bahadori Jahromi era tra i funzionari presenti ai raduni di Teheran.
Il popolo iraniano ha risposto a queste provocazioni tenendo una massiccia manifestazione dopo le preghiere del venerdì per denunciare le “rivolte” orchestrate da potenze straniere. Negli scontri dei giorni scorsi diverse forze di sicurezza sono state uccise dai “rivoltosi”.
Proteste simili si sono svolte in altre città dell’Iran per condannare le azioni violente commesse dai “rivoltosi” sostenuti dall’Occidente. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha condannato i Paesi occidentali e i loro alleati per la violenta ingerenza nei confronti della Repubblica Islamica. Nel corso delle sue dichiarazioni, Kanaani ha porto le condoglianze alla famiglia di Mahsa Amini. Il portavoce ha osservato che i più alti funzionari esecutivi, giudiziari e legislativi dell’Iran hanno emesso gli ordini necessari per condurre un’indagine approfondita e trasparente sulla morte di Amini. Ha affermato che i doppi standard dei Paesi occidentali e il loro chiudere un occhio sui continui crimini dei loro alleati in diverse parti del mondo, incluso contro il popolo oppresso della Palestina, non fanno che esporre ulteriormente l’ipocrisia dell’Occidente riguardo alla questione dei diritti umani.
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