Guerra di narrazioni contro l’Iran: dietro le quinte di un’operazione mediatica
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Pars Today – I rapporti indicano che le pressioni organizzate dai gruppi di lobby israeliane sui media occidentali per plasmare narrazioni contro l’Iran si sono intensificate.
(last modified 2026-01-28T09:24:04+00:00 )
Gen 28, 2026 10:24 Europe/Rome
  • Pressioni sioniste sui media occidentali per diffondere bugie contro l’Iran
    Pressioni sioniste sui media occidentali per diffondere bugie contro l’Iran

Pars Today – I rapporti indicano che le pressioni organizzate dai gruppi di lobby israeliane sui media occidentali per plasmare narrazioni contro l’Iran si sono intensificate.

Negli ultimi giorni, il Media Monitoring Center ha rivelato quella che descrive come una «pressione senza precedenti delle lobby israeliane sui media occidentali». Secondo Pars Today, una serie di organizzazioni mediatiche in Europa e Nord America sono state sottoposte a pressioni per seguire due linee narrative specifiche riguardo all’Iran. La prima riguarda il trattamento delle forze di sicurezza iraniane contro individui armati e gruppi infiltrati durante le recenti proteste, che deve essere rappresentato come una «repressione contro il popolo». La seconda riguarda la presentazione dei numeri delle vittime di questi eventi, che devono essere esagerati più volte; secondo le affermazioni, alcuni media hanno riportato numeri da 10 a 13 volte superiori alle statistiche ufficiali.

Gli analisti dei media ritengono che questi sforzi facciano parte di una campagna più ampia per spostare l’attenzione pubblica globale. Essi sostengono che Israele, sotto pressione internazionale a causa delle pesanti perdite a Gaza, stia cercando di ridurre parte di quella pressione mettendo in evidenza narrazioni negative sull’Iran e indirizzando il panorama mediatico verso una direzione diversa.

Le autorità iraniane hanno affermato in dichiarazioni separate che gli Stati Uniti e Israele stavano perseguendo un piano complesso per creare una «guerra urbana su larga scala» in Iran durante le recenti proteste economiche. Secondo loro, l’ingresso di individui armati tra i manifestanti faceva parte di questo scenario. Le cifre ufficiali rilasciate dall’Iran indicano che 3.117 persone sono state uccise in questi eventi, tra cui 2.427 cittadini comuni e membri delle forze armate, e 690 individui armati «terroristi».

Cifre contrastanti e in aumento esponenziale riguardo alle vittime degli eventi di gennaio in Iran venivano riportate da varie reti occidentali e israeliane - guidate da media ostili alla Repubblica Islamica dell’Iran - nonostante queste reti ammettessero che, a causa della disattivazione di Internet, non avevano accesso diretto alle notizie dall’interno dell’Iran. La domanda che sorge spontanea è come questi media, che affermavano di non avere informazioni sul terreno, siano riusciti a riportare quotidianamente, con numeri specifici, l’aumento delle vittime.

Nel frattempo, il Consiglio di Sicurezza dell’Iran, citando una «responsabilità verso la verità», ha deciso di non rilasciare i bilanci ufficiali delle vittime fino a quando non fosse stata fatta una distinzione precisa tra cittadini comuni, membri delle forze armate e delle forze dell’ordine, e gli elementi terroristici e i manifestanti violenti.

Ma la risposta al motivo per cui i media occidentali sono stati spinti a seguire la narrazione delle vittime in aumento in Iran e fino a che punto questo numero fosse destinato ad arrivare, può essere trovata nelle dichiarazioni di Netanyahu, che riguardo alle vittime in Iran ha affermato: «Il silenzio di molti Paesi europei di fronte al massacro di decine di migliaia di persone in Iran è vergognoso! Questo silenzio riflette un’eccezionale deviazione e ipocrisia. Dove sono tutti quelli che accusavano Israele di genocidio, che in realtà non è mai esistito?»

Queste dichiarazioni mostrano chiaramente come l’esposizione della portata del genocidio a Gaza e l’uccisione di oltre 71.000 palestinesi abbia spostato l’ambiente internazionale contro il regime sionista; tanto che il regime approfitta di ogni opportunità e narrazione distorta per mettere da parte questo «crimine del secolo».

Gli esperti ritengono che le autorità israeliane siano ben consapevoli che questi pretesti non riusciranno a cancellare questa macchia dal volto del sionismo.