La sofferenza della giornalista Farah Abu Ayash in 15 lingue
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Pars Today - Farah Abu Ayash è detenuta dal regime sionista dall'agosto 2025. La rete globale Sahab, in un recente programma trasmesso in oltre 15 lingue, ha raccontato le sofferenze della giovane giornalista.
(last modified 2026-05-13T10:41:20+00:00 )
May 13, 2026 12:31 Europe/Rome
  • La sofferenza della giornalista Farah Abu Ayash in 15 lingue
    La sofferenza della giornalista Farah Abu Ayash in 15 lingue

Pars Today - Farah Abu Ayash è detenuta dal regime sionista dall'agosto 2025. La rete globale Sahab, in un recente programma trasmesso in oltre 15 lingue, ha raccontato le sofferenze della giovane giornalista.

«Ho urlato per tutta la notte. Gli scarafaggi mi hanno morso tutto il corpo e il viso». Questa frase apre il racconto dei cronisti della rete Sahab sulle condizioni di Farah Abu Ayash, giornalista palestinese dell'agenzia di stampa Tasnim, nelle prigioni israeliane, riportando le sue stesse parole.

Farah Abu Ayash, giornalista palestinese di 25 anni, è in stato di fermo dal 6 agosto 2025. È stata arrestata durante un'incursione notturna nella sua casa a Beit Ummar e, dopo essere stata trasferita in diversi centri di detenzione, si trova ora reclusa nella prigione di Damon da oltre 270 giorni.

L'unica accusa contro di lei è quella di aver raccontato la vita dei palestinesi in Cisgiordania. Secondo i rapporti, Farah ha trascorso almeno un periodo iniziale di 15 giorni in condizioni di estrema fame ed è stata ripetutamente sottoposta a interrogatori.

La prigione di Damon, dove è attualmente detenuta, si trova in una zona montuosa a sud di Haifa. In questo carcere sono recluse circa 78 donne palestinesi. In base alle testimonianze degli avvocati dei prigionieri, non è permesso alcun accesso a radio, televisione, libri o contatti con le famiglie. Le finestre delle celle vengono lasciate intenzionalmente aperte di notte e le detenute sono private dei servizi minimi di riscaldamento.

Secondo il suo avvocato, la giornalista ha dovuto affrontare condizioni equiparabili all'isolamento in celle sotterranee, pressioni psicologiche, condizioni igieniche precarie, privazione di vestiti e beni di prima necessità, oltre alla negligenza verso il suo stato fisico. Farah Abu Ayash ha inoltre riferito al legale che, durante la detenzione, la sua testa è stata sbattuta contro il muro, è stata legata con catene e ha subito pressioni affinché baciasse la bandiera di Israele.

Farah non è l'unica giornalista palestinese prigioniera. Secondo le statistiche ufficiali, sono attualmente più di 30 i cronisti palestinesi detenuti. Il regime sionista, attraverso l'uccisione di 262 giornalisti a Gaza, 28 in Libano e 15 iraniani, oltre all'incarcerazione e alla tortura dei professionisti dell'informazione all'interno della Palestina, cerca di spegnere la voce della verità.

D'altra parte, attraverso restrizioni e la rimozione di contenuti relativi alla Palestina in collaborazione con le piattaforme social, il regime tenta di impedire il risveglio dell'opinione pubblica mondiale. Tuttavia, tutte queste azioni hanno prodotto l'effetto opposto: i popoli del mondo, specialmente dopo il 7 ottobre 2023, sono diventati consapevoli della realtà di questo regime criminale e dei suoi sostenitori.

In una di queste iniziative di sensibilizzazione, le piattaforme della rete globale Sahab su internet hanno raccontato in 15 lingue la sofferenza di Farah Abu Ayash, giornalista dell'agenzia Tasnim nella Palestina occupata. Queste lingue includono arabo, hausa, urdu, hindi, pashtu, cinese, swahili, turco, indonesiano, ebraico, spagnolo, bengalese, russo, armeno e giapponese.

La rete Sahab è un network globale di radio e televisioni via internet, inaugurato ufficialmente nel gennaio 2024 a seguito della trasformazione delle radio tradizionali del dipartimento esterno della IRIB. Attualmente, la rete opera in 27 lingue diverse, tra cui tedesco, spagnolo, albanese, inglese, italiano, russo, francese, swahili, hausa, bengalese, giapponese, cinese, malese, hindi, turco-istanbulita, armeno, kazako, azero, assiro, talish, uzbeko, tagiko, turcomanno, arabo, ebraico, pashtu e dari, attraverso radio, web-radio, siti di informazione e TV via internet.

La fondazione della rete Sahab rappresenta un nuovo passo del dipartimento esterno della IRIB per creare una corretta immagine dell'Iran nelle menti dei popoli del mondo. Il fulcro dei contenuti di questa rete è la narrazione dell'Iran nei settori culturale, sociale, dottrinale, intellettuale, storico, politico, economico e del progresso, prestando attenzione anche alle questioni regionali e globali.

Il formato dei contenuti si basa sugli standard attuali del web e dei social network; per alcune lingue prioritarie si punta verso le televisioni via internet, mentre per altre vengono utilizzate radio online o frequenze radiofoniche come piattaforme di diffusione.