L'Abu Mahdi, il missile a lungo raggio che preoccupa gli americani
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Pars Today - All'indomani del nuovo attacco degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, la Forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha lanciato in risposta l'Operazione Promessa Veritiera 4 contro le postazioni nemiche.
(last modified 2026-03-23T03:49:58+00:00 )
Mar 23, 2026 04:47 Europe/Rome
  • Missile cruise antinave Abu Mahdi
    Missile cruise antinave Abu Mahdi

Pars Today - All'indomani del nuovo attacco degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran, la Forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha lanciato in risposta l'Operazione Promessa Veritiera 4 contro le postazioni nemiche.

A seguito dell’attacco sferrato dagli Stati Uniti e dal regime sionista contro l’Iran dal 28 febbraio 2026, la Forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione Islamica ha lanciato in risposta l'Operazione Promessa Veritiera 4. Finora sono state condotte 75 fasi dell'Operazione impiegando vari tipi di missili balistici, missili da crociera e droni. In particolare, tra le armi utilizzate negli attacchi dell'Iran contro il nemico americano e sionista figurano missili da crociera in diverse varianti per l'attacco terrestre e antinave.

Panoramica generale

I missili cruise antinave sono considerati tra i più importanti prodotti moderni delle industrie della difesa del Ministero della Difesa e della Logistica delle Forze Armate della Repubblica Islamica dell'Iran, e negli ultimi anni è stata dedicata particolare attenzione a questa categoria di armamenti.

L'ultimo missile svelato in questo settore è il missile da crociera antinave "Abu Mahdi", che prende il nome dal grande martire e combattente Abu Mahdi al-Muhandis (allora capo delle Forze di Mobilitazione Popolare), e rappresenta un passo importante nella capacità offensiva navale iraniana. Con lo sviluppo e la produzione di questo missile da crociera antinave a lungo raggio, l'Iran è entrato in un club estremamente esclusivo e strategico a livello mondiale.

Il dato centrale di questo traguardo difensivo è che, fino a oggi, solo tre Paesi — Stati Uniti, Russia e Cina — disponevano di missili da crociera antinave con una gittata superiore ai 1.000 chilometri. Con questo nuovo sistema, l'Iran è diventato la quarta nazione al mondo a possedere tale capacità.

Il missile da crociera antinave Abu Mahdi, presentato il 20 agosto 2020 in concomitanza con il missile balistico "Haj Qasem", è progettato per essere lanciato verso gli obiettivi designati da diverse piattaforme navali e terrestri. Il sistema è stato svelato in una fase in cui le forze armate iraniane disponevano già di un'ampia varietà di missili da crociera navali con gittate comprese tra i 25 e i 350 chilometri.

Nel settembre 2020, l'allora comandante della Marina della Repubblica Islamica dell'Iran, l'ammiraglio Hossein Khanzadi, aveva annunciato che il missile da crociera iraniano a più lungo raggio, denominato "Talaiyeh" e intitolato al martire Abu Mahdi al-Muhandis, sarebbe stato consegnato alla Marina, definendo l'evento un traguardo di grande rilevanza.

Le immagini diffuse dei test indicano che il lancio avviene da piattaforme terrestri mobili. È probabile che le prime unità a impiegare questo sistema siano i reparti missilistici costieri della Marina militare iraniana (NEDAJA) dispiegati lungo le coste del Makran.

Caratteristiche

Gli esperti della difesa iraniana, con una mossa tattica e ingegneristica mirata, hanno sviluppato il missile da crociera navale a lungo raggio Abu Mahdi sfruttando la piattaforma dei missili da crocieraper l'attacco terrestre della famiglia "Soumar". L'utilizzo di piattaforme preesistenti (come quella impiegata per il missile Hoveyzeh) riduce i costi di ricerca e sviluppo, inclusi progettazione, costruzione e collaudo, abbreviando i tempi del processo produttivo.

I missili cruise "Soumar" (con una gittata di 700 chilometri), "Hoveyzeh" (1.350 chilometri) e "Meshkat" (2.000 chilometri, di cui non è ancora stata pubblicata alcuna immagine) rientrano tra i sistemi da crociera terrestri a disposizione dell'Iran.

Essendo stati progettati sin dall'inizio per operare su lunghe distanze, è stato sufficiente modificare il sistema di puntamento integrandolo con un radar attivo per uso navale, sostituire la testata con una specifica per le operazioni antinave, rimuovere i sistemi di navigazione e guida esclusivi dei missili cruise terrestri (TERCOM e DSMAC) e adottare un sistema di navigazione integrato GPS/INS per ottenere un missile da crociera antinave con una gittata analoga.

Questa possibilità tecnica è diventata realtà operativa con il missile Abu Mahdi, garantendo ai missili antinave iraniani una gittata superiore ai 1.000 chilometri. Il risultato ha triplicato la capacità dell'Iran di difendere in via preventiva le proprie coste contro le unità navali nemiche d'attacco.

Il missile Abu Mahdi è equipaggiato con un motore turbogetto della famiglia "Tolou", propulsore che vanta una solida e prolungata storia operativa sui droni Kharrar e sui missili da crociera delle famiglie Noor, Qader e Qadir.

Grazie alle elevate capacità di controllo della spinta di questo motore, alla capienza del carburante ospitata nel corpo più grande del nuovo missile da crociera e alla forma delle ali, l'Abu Mahdi è in grado di volare con un'ampia varietà di regimi di velocità.

A differenza dei missili della famiglia Noor, dotati di ali a delta posizionate al centro della fusoliera, l'Abu Mahdi utilizza ali rettangolari con punte arrotondate a scomparsa, che fuoriescono dall'interno del corpo del missile. Anche le alette di controllo sono tre e posizionate nella sezione di coda, segnando un'ulteriore differenza rispetto ai precedenti e tradizionali missili antinave iraniani.

Il booster a combustibile solido, incaricato di fornire l'accelerazione iniziale, non utilizza le alette trapezoidali della famiglia Noor, ma adotta una forma ad alette a griglia, decisamente più avanzato e dal peso inferiore.

L'elevata gittata e l'impiego di sistemi di navigazione avanzati consentono al missile, nelle versioni a lancio costiero, di essere lanciato da zone più profonde del territorio iraniano. Questa caratteristica rende estremamente difficile per il nemico individuare i lanciatori prima dell'attacco. Inoltre, l'Abu Mahdi può selezionare traiettorie diverse per raggiungere il bersaglio, riuscendo perfino a colpire l'unità navale nemica dal lato opposto.

Derivando dalla generazione dei missili da crociera terrestri, l'Abu Mahdi possiede capacità di volo ottimali per il volo a bassissima quota a pelo d'acqua (sea skimming), supportato in questa funzione da altimetri radar.

Grazie alla maggiore riserva di carburante, il missile può iniziare a volare in prossimità della superficie dell'acqua da una distanza molto maggiore rispetto ai modelli antinave precedenti, eludendo in modo più efficace i sensori di ricognizione del nemico.

Le prime valutazioni indicano che, date le sue dimensioni imponenti, il missile non può essere facilmente installato sulle attuali unità della Marina della Repubblica Islamica dell'Iran. Tuttavia, troverà agevole collocazione sulle future generazioni di navi da guerra iraniane, dalle 5.000 tonnellate in su, che saranno equipaggiate con sistemi di lancio verticale, incrementando in modo drastico la potenza di fuoco della flotta.

Capacità operativa

Nella dottrina di difesa dell'Iran, gli attacchi antinave a lungo raggio ricoprono un ruolo centrale per creare un'area di interdizione e respingere portaerei e navi logistiche nemiche lontano dalle coste nazionali. Con la costruzione del missile da crociera Abu Mahdi, l'Iran ha risposto nei fatti a una minaccia vitale e vi si è contrapposto attivamente.

Considerando la possibilità di schierare su vasta scala lanciatori costieri per sparare l'Abu Mahdi e distruggere obiettivi a lunga distanza, il sistema fornirà alla Marina militare una capacità di rilievo per contrastare le unità navali nemiche.

In uno scenario operative che prevede il lancio dalle coste sud-orientali dell'Iran, ipotizzando una gittata di 1.200 chilometri, il missile coprirà una vasta porzione del Mar Arabico, situata tra il Golfo di Oman e l'Oceano Indiano.

Si tratta di un avvertimento diretto, specifico e di altissima potenza rivolto alla Marina degli Stati Uniti. Questo scenario ha già trovato dimostrazione pratica durante gli attacchi missilistici contro il gruppo d'attacco della portaerei Abraham Lincoln nel corso della Guerra del Ramadan, operazione che ha costretto l'unità navale americana ad allontanarsi a grande distanza dalle coste iraniane.