Il sistema di difesa aerea Sevom Khordad
https://parstoday.ir/it/news/iran-i366178-il_sistema_di_difesa_aerea_sevom_khordad
Pars Today - L’aumento e la diversificazione delle minacce aeree, tra cui aerei, elicotteri, droni e diversi tipi di missili da crociera e balistici, hanno reso ancora più necessaria la creazione di moderni sistemi di difesa per contrastare tali minacce.
(last modified 2026-05-23T06:11:06+00:00 )
May 21, 2026 16:11 Europe/Rome
  • Difesa aerea Sevom Khordad
    Difesa aerea Sevom Khordad

Pars Today - L’aumento e la diversificazione delle minacce aeree, tra cui aerei, elicotteri, droni e diversi tipi di missili da crociera e balistici, hanno reso ancora più necessaria la creazione di moderni sistemi di difesa per contrastare tali minacce.

In questo quadro, finora in Iran sono stati sviluppati e resi operativi diversi tipi di sistemi missilistici con capacità e potenzialità differenti.

Uno dei sistemi di difesa aerea di fabbricazione iraniana più riusciti ed efficaci è il sistema Sevom Khordad, considerato tra i più importanti sistemi difensivi dell’Iran. Secondo il martire generale Hajizadeh, allora comandante della Forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione Islamica al momento della costruzione di questo sistema, in esso sono state impiegate le tecnologie più complesse disponibili in Iran.

 

Dal Raad al Sevom Khordad 

Per la prima volta, durante la conferenza stampa dell’allora comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, nel settembre 2012, fu citato il nome del sistema di difesa aerea Raad, con una gittata di 50 chilometri e una quota di ingaggio del bersaglio fino a 27 chilometri. Il sistema fu poi esposto alla parata delle Forze Armate il 21 settembre dello stesso anno.

La visione del sistema Raad suscitò sorpresa tra gli esperti stranieri, poiché veniva presentato un sistema simile al modello russo Buk-M2, ma con differenze evidenti che indicavano una progettazione autoctona. Questo sistema aveva la capacità di ingaggiare un bersaglio ed era equipaggiato con tre missili Taer-2A.

Nel 2014, durante la visita dell’Ayatollah Khamenei, Guida martire della Rivoluzione Islamica e comandante supremo delle Forze Armate, alla mostra dei risultati della Forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, il sistema di difesa Sevom Khordad fu presentato per la prima volta come nuovo modello del sistema Raad. Questo sistema missilistico di difesa aerea a medio raggio presenta molte somiglianze con il sistema missilistico Buk-M2E, versione da esportazione del Buk-M2, di fabbricazione russa. Nella stessa mostra furono inoltre osservati anche i missili Taer-2B e Taer-2C, segno della varietà dei missili utilizzati in questo sistema.

 

Specifiche 

Il progetto del sistema di difesa Sevom Khordad, fu al tempo il più grande progetto industriale della difesa iraniana, con il coinvolgimento di una rete di centri dell’industria della difesa dei Guardiani della Rivoluzione, università, istituti di ricerca e aziende basate sulla conoscenza. Nel corso di diversi anni furono svolte su questo sistema fasi di ricerca e sviluppo, progettazione, costruzione, test di fabbrica e prove sul campo contro bersagli senza pilota, fino al raggiungimento di un livello sufficiente di affidabilità.

Rispetto alla prima generazione presentata, cioè il sistema Raad, sono evidenti modifiche nella progettazione del lanciatore, nelle apparecchiature della cabina dell’equipaggio e nel missile, tra cui l’aumento della gittata del missile da 50 chilometri a oltre 100 chilometri. In questo sistema, diversi veicoli portatori di radar e missili, insieme ad alcuni veicoli esclusivamente portatori di missili, sono collegati a un radar di ricerca e sorveglianza aerea come il Samen e, nel complesso, formano una batteria del sistema Sevom Khordad.

Il radar phased array installato sul lanciatore del sistema Sevom Khordad dispone di 1.700 elementi ed è in grado di guidare simultaneamente 8 missili verso 4 bersagli distinti. Fino al 2014 era la prima volta che un sistema di difesa di fabbricazione iraniana raggiungeva la capacità di ingaggiare simultaneamente questo numero di bersagli. Nella sua versione iniziale, il sistema aveva la capacità di ingaggiare bersagli a una distanza di 50 chilometri e a un’altitudine di 27 chilometri, mentre, secondo il generale martire Hajizadeh, allora comandante della Forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, le versioni successive del sistema Sevom Khordad sono dotate di missili con gittata di 100 chilometri e l’ultima versione ha una gittata di 200 chilometri.

Il Sevom Khordad è il primo sistema missilistico di difesa aerea completamente mobile costruito in Iran, il cui lanciatore trasporta 3 missili Taer. La notevole precisione del missile Taer nel colpire bersagli volanti è particolarmente rilevante. In particolare, ottenere tale precisione per un missile lungo circa 6 metri e con una velocità almeno 3-4 volte superiore a quella del suono richiede lavori scientifici e tecnici estremamente accurati.

Le spolette di prossimità del missile, di tipo laser, con funzionamento preciso e capacità di copertura a 360 gradi attorno all’asse longitudinale del missile, impartiscono l’ordine di detonazione della testata nel momento migliore possibile rispetto alla posizione del bersaglio. Il sistema di difesa aerea Sevom Khordad è un sistema completamente indipendente, nel senso che tutte le operazioni di identificazione, tracciamento, inseguimento e ingaggio del bersaglio previsto vengono eseguite da questo stesso sistema. Ciò contribuisce a ridurre il volume delle unità e del personale e, dall’altro lato, rende molto difficile per il nemico individuare il luogo del loro dispiegamento, a causa della mobilità e della rapidità di spostamento.

Sembra che la tattica prevista dai comandanti iraniani per l’impiego di questo sistema, in ragione della sua elevata mobilità e dell’integrazione di tutti i sottosistemi su un unico chassis, sia in linea con l’approccio «spara e fuggi». In questa tattica, in un certo senso ideale per la strategia di guerra asimmetrica, gruppi composti da più unità di questo sistema vengono schierati in diversi punti e sorprendono i bersagli volanti del nemico.

Nel sistema Sevom Khordad esistono 2 tipi di veicoli portatori: nel primo tipo anche il radar è collocato sul lanciatore (TELAR), mentre nell’altro tipo è presente soltanto il lanciatore (TEL). Il primo tipo di questi veicoli aumenta la maggiore resilienza del sistema nell’ambiente di battaglia.

 

Impiego del sistema Sevom Khordad sulle unità navali 

L’impiego dei missili di difesa aerea Sevom Khordad, con gittata superiore a 100 chilometri, sulle unità navali dei Guardiani della Rivoluzione ha garantito una migliore protezione di queste imbarcazioni nelle operazioni offensive. Considerando che la parte principale del sistema Sevom Khordad è costituita da un veicolo portatore di radar, cabina dell’equipaggio e tre missili di difesa, il sistema è quindi abbastanza piccolo e compatto da poter essere collocato su un’unità navale. In caso di sviluppo di una versione installabile su imbarcazione, con l’eliminazione del veicolo portatore, diventerebbe ancora più compatto.

L’impiego dei missili di difesa aerea Sevom Khordad sulle unità navali dei Guardiani della Rivoluzione ha creato, da un lato, un fattore di rischio per i velivoli nemici e una migliore protezione di queste imbarcazioni nelle operazioni offensive, creando dall'altro una piattaforma marittima mobile per questo sistema avanzato e prezioso, così da estenderne il raggio d’azione oltre la costa.

In realtà, se l’unità navale che trasporta il sistema Sevom Khordad si allontanasse dalle coste iraniane di circa 80-110 chilometri nella maggior parte delle aree del Golfo Persico, questo sistema avrebbe la capacità di ingaggiare bersagli sulle coste meridionali del Golfo Persico.

 

Abbattimento del più grande e avanzato drone americano 

L’ultima generazione di missili impiegati nel sistema di difesa Sevom Khordad è riuscita ad abbattere il drone MQ-4C Triton — modello navale del drone americano più avanzato e costoso, l’RQ-4 Global Hawk — all’alba del 20 giugno 2019, nei pressi dello Stretto di Hormuz. In questo modo, la prima preda operativa di un sistema interamente autoctono iraniano è stata registrata a nome del sistema Sevom Khordad, fornendo una prova solida dell’elevata capacità dei sistemi autoctoni iraniani di difesa aerea, sia dei radar di sorveglianza e allerta precoce come il Samen, sia dei sistemi missilistici.